Erbacce che crescono tra i mosaici, guano sulle superfici che una volta erano vasche termali: è l’immagine che arriva dalle Terme Romane di Vasto, uno dei luoghi simbolo dell’antica Histonium. A documentare la situazione sono alcune foto inviate a Chiaro Quotidiano da un lettore, che mostrano in particolare il mosaico del Nettuno, la composizione musiva più rilevante del sito archeologico. Tra vegetazione spontanea e sporco accumulato, i dettagli dell’opera risultano in parte coperti, rendendo evidente la necessità di un intervento di pulizia e manutenzione.

Il 30 marzo è stata annunciata la chiusura dell’area archeologica per consentire lavori di sistemazione. «A seguito delle verifiche costantemente effettuate dal nostro personale tecnico – ha spiegato la soprintendente, Chiara Delpino – è emersa la necessità di procedere alla revisione delle coperture presenti presso il sito archeologico, attualmente poste a protezione dei due pavimenti musivi e del calco di campana, non più idonee a svolgere adeguatamente le loro funzioni».

Gli interventi previsti, dal costo complessivo di 80mila euro, riguarderanno il ripristino delle coperture e la progettazione di una nuova struttura a protezione del calco di campana, unica testimonianza del perduto convento francescano.

«L’intervento comprenderà le fasi di progettazione ed esecuzione dei lavori, con conclusione stimata entro la fine dell’anno», ha dichiarato l’assessore alla Cultura e al Turismo, Nicola Della Gatta.

Le Terme Romane di Vasto, risalenti all’antica Histonium, rappresentano il complesso termale più grande dell’intera fascia adriatica dell’Italia centro-meridionale, con un’estensione di circa 250 metri quadrati. Per dimensioni e posizione all’interno della città romana, si ritiene fossero aperte a tutti, senza distinzione di classe sociale.








