Arrivano i primi fondi per fronteggiare l’emergenza maltempo che nei giorni scorsi ha colpito duramente anche l’Abruzzo. Il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per dodici mesi per i territori interessati dagli eccezionali eventi meteorologici a partire dal 30 marzo, stanziando una prima tranche di 15 milioni di euro destinata alla regione.

Le risorse serviranno a coprire gli interventi più urgenti: soccorso e assistenza alla popolazione, ripristino dei servizi essenziali e messa in sicurezza delle infrastrutture danneggiate da frane, allagamenti e criticità idrogeologiche diffuse.
«Si tratta di un provvedimento importante, che consentirà di attivare strumenti straordinari per affrontare le criticità e accelerare gli interventi», ha commentato il presidente della Regione, Marco Marsilio, sottolineando come il territorio stia facendo i conti con danni ingenti e disagi diffusi.
Sulla stessa linea il senatore abruzzese Etelwardo Sigismondi, che parla di «impegno concreto e tempestivo del governo» nel dare risposte ai territori colpiti. «La dichiarazione dello stato di emergenza si aggiunge, inoltre, a un’altra notizia importante per il territorio: la riapertura della tratta autostradale tra Vasto Sud e Termoli in carreggiata nord, dove la circolazione è ora garantita sia verso Pescara sia verso Bari, con una corsia per senso di marcia. Sono fatti che confermano la presenza dello Stato e il forte impegno del governo nel dare risposte rapide ai comuni e ai cittadini interessati dalla situazione emergenziale».
Intanto proseguono gli interventi nelle aree più critiche del Vastese, tra cui quella di Roccaspinalveti, dove una frana ha provocato la rottura della condotta idrica principale lasciando senz’acqua diversi centri. «Le buone condizioni meteorologiche – dichiara Marsilio – stanno favorendo le attività operative e consentono di guardare con fiducia a un avanzamento dei lavori più rapido rispetto alle previsioni iniziali. Se questo andamento verrà confermato, nel giro di pochi giorni si potrà arrivare al ripristino dell’erogazione dell’acqua nei quindici comuni rimasti isolati a causa del cedimento della condotta».







