«Siamo venuti qui per sapere la verità», dicono, vicino al ponte mozzato dalla piena del Trigno, i familiari di Domenico Racanati, il 53enne di Bisceglie di cui non si hanno più notizie da ieri mattina. Si teme possa essere stato trascinato con la sua auto in acqua dal crollo del viadotto al confine tra Abruzzo e Molise.
Tre congiunti di Domenico hanno affidato le loro domande a un’intervista rilasciata in diretta al Tg3 Molise nell’edizione di ieri sera delle 19.30, da tre familiari dell’uomo. «Stamattina – ha raccontato Giovanni Racanati – mio fratello si stava recando a Ortona per recuperare dei documenti, perché doveva iniziare una nuova attività legata alla pesca, proprio su questa strada», ha raccontato. «Io non so cosa sia successo. Mi ha chiamato mio fratello alle 13, mentre stavo prendendo servizio al lavoro, e mi ha detto: “Gianni, tuo fratello da stamattina non risponde al telefono”. Allora sono andato dal mio datore di lavoro e gli ho detto: “Me ne devo andare”. Siamo venuti qua per sapere la verità».
La famiglia di capire come sia stato possibile che delle auto siano transitate sul ponte nonostante la chiusura al traffico, disposta già dalla sera precedente, alle 19.30, per l’innalzamento del livello del fiume e il maltempo. «Abbiamo cercato notizie e abbiamo visto che il ponte, fino a ieri, era chiuso al traffico».
La Procura di Larino ha verificato che, al momento del cedimento della struttura, erano in transito due veicoli: uno è riuscito a mettersi in salvo, mentre l’altro sarebbe stato coinvolto nel crollo. È l’ipotesi che alimenta il timore dei familiari e che concentra le ricerche proprio sulla sorte di Domenico Racanati, che viaggiava verso l’Abruzzo a bordo della sua Fiat Bravo color champagne. Nella zona di Termoli l’ultima posizione rilevata dal suo telefono, secondo quanto scritto nell’appello pubblicato dalla sua famiglia sui social.
La procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, ha aperto un fascicolo d’indagine per crollo colposo e ha assunto la direzione delle indagini, precisando in un comunicato che, se dovesse essere accertato il coinvolgimento della vettura e del suo conducente, scatterebbe l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Le ricerche proseguono con elicotteri, sommozzatori e pattuglie a terra.









