Le indagini partono dall’auto usata dai ladri. È da lì che i carabinieri della Compagnia di Vasto, diretti dal tenente colonnello Mario Giacona, stanno provando a ricostruire il percorso della banda che nella notte, attorno alle 4.35, ha fatto saltare il bancomat preso di mira con una marmotta, l’ordigno artigianale usato per sventrare gli sportelli automatici.
L’auto si vede nelle immagini registrate da alcuni impianti privati di videosorveglianza lungo le strade percorse dai malviventi. Ed è proprio su quel mezzo che, in queste ore, si concentra il lavoro investigativo: individuare modello, targa, spostamenti e direzione di fuga può essere decisivo, anche perché in casi del genere si tratta spesso di veicoli noleggiati.
La banda, secondo i primi accertamenti, era composta da tre persone, tutte da identificare. In genere, in questi casi, agiscono a volto coperto. Per questo motivo, più che sui volti, gli investigatori puntano sulla ricostruzione del tragitto compiuto prima e dopo l’esplosione.
I carabinieri stanno verificando se possano essere utili anche le registrazioni delle telecamere della banca, ma c’è un’incognita: il salto di corrente provocato probabilmente dall’esplosione potrebbe aver compromesso parte delle immagini. Il bottino non è stato ancora quantificato con precisione. Le somme portate via sarebbero comunque nell’ordine di alcune migliaia di euro.
È ancora presto per parlare di una pista definita, ma l’attenzione investigativa si sposta già verso la Puglia e, in particolare, verso le bande del Foggiano specializzate nell’uso delle marmotte, ordigni fabbricati dalla criminalità per far saltare gli Atm in pochi secondi. Un’ipotesi che si inserisce in un quadro più ampio. Di recente cinque giovani pugliesi sono finiti al centro di indagini partite dalla Campania, coordinate dalla procura di Avellino, perché sospettati di una serie di colpi messi a segno anche in Abruzzo. Nel mirino finisce ancora una volta una filiale Bper. Una sequenza che, negli ultimi mesi, si è ripetuta più volte. A novembre era toccato allo sportello Atm di Fossacesia Marina. A luglio, invece, erano stati presi di mira sia la filiale Bper di Fossacesia paese sia quella di Gissi. L’11 gennaio 2025, invece, era fallito il colpo allo sportello automatico di Intesa Sanpaolo nella zona industriale di San Salvo, vicino alla Pilkington. In quel caso la polizia riuscì a inseguire i fuggitivi e a recuperare l’esplosivo prima che venisse usato.
Anche stavolta, come spesso accade in questo tipo di assalti, la chiave dell’inchiesta può essere in una macchina ripresa mentre sfreccia sotto qualche telecamera privata. È da quel tragitto che passa la possibilità di dare un nome ai pirati che assaltano i bancomat abruzzesi.









