Vasto e Gaza sono più vicine: Francesco sostiene Messelem, orfano di guerra. «Aiutiamolo a studiare»

Un filo di solidarietà unisce Vasto a Gaza. E passa per un gesto semplice, ma non comune: provare a cambiare la vita di qualcuno.
È quello che sta facendo Francesco Di Foglio, 32 anni, di Vasto, che da circa quattro anni è in contatto con Messelem, un giovane palestinese di Gaza che prima della guerra studiava con profitto e adesso non può più farlo.

Messelem a Gaza

«Da circa quattro anni sono in contatto con Messelem, un ragazzo palestinese di Gaza che prima della guerra era un promettente studente di ingegneria informatica all’università Al-Azhar», racconta Di Foglio. «Con l’inizio del conflitto ha perso entrambi i genitori, la sua università è stata distrutta e come tanti suoi coetanei si è trovato a lottare per sopravvivere». Da mesi, prova a costruire per lui «un ponte verso un futuro possibile». Un obiettivo che nelle ultime settimane ha preso forma concreta: «Recentemente sono riuscito a presentare la sua domanda di preammissione all’Università di Camerino nel corso triennale di Informatica per l’anno accademico 2025/2026».

Francesco Di Foglio

L’ateneo marchigiano ha già contattato Messelem per fissare la prova di lingua italiana, che sosterrà a breve. «Già da gennaio ha iniziato lo studio della lingua attraverso i corsi Cils dell’Università per stranieri di Siena in vista della prova», aggiunge il 32enne vastese, un lavoro a Roma come archivista dopo essersi laureato in Scienze del libro e del documento, laurea magistrale del corso in Beni culturali dell’Università di Bologna, sede di Ravenna.

Per sostenere economicamente tutto il percorso — dal visto al viaggio fino al mantenimento in Italia — Di Foglio ha lanciato una raccolta fondi online sulla piattaforma Whydonate [CLICCA QUI], scelta perché, sottolinea, «non trattiene commissioni». L’iniziativa è stata resa pubblica in occasione della sua laurea del 20 marzo scorso: «Ho chiesto ai miei amici e familiari di destinare il loro contributo a questo progetto invece di farmi regali materiali». Nel testo della raccolta ha voluto citare anche Fiume di Pace, l’associazione che lo ha sostenuto nei mesi precedenti e che ha contribuito a rendere possibili alcuni aiuti già destinati a Messelem e ai suoi tre fratelli prima di Natale.

La raccolta resterà attiva fino al 6 aprile, giorno di Pasquetta. L’obiettivo è offrire a Messelem una possibilità concreta: lasciarsi alle spalle la guerra e tornare a fare ciò che aveva iniziato prima che tutto crollasse, studiare.

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