“La pace che mai verrà” e “L’infanzia che muore”: i due componimenti di Longhi per la Giornata della poesia

Oggi, 21 marzo, si celebra la Giornata mondiale della poesia. Pubblichiamo con piacere i due componimenti inviatici da Emiliano Longhi, poeta e scrittore di Fresagrandinaria.

La pace che mai verrà
Sventurato, Medio Oriente!
Un caos, un subbuglio permanente!
Che tristezza! Che tragedia! Che sciagura! Ogni giorno si vive nella paura.
Muore tanta gente innocente.
Il mondo, attonito, osserva impotente.
Ecco che inizia il rituale delle inutili condanne;
I Grandi, succubi, ostentano la lingua, non le zanne.
Terroristi, fanatici e facinorosi, Con gesti, arditi e pericolosi, Da tanti anni bloccano la Pace.
L’altra parte del mondo assiste incapace.
Assurde rappresaglie di Stato, Solo altre morti e distruzioni, Risultati di inutili ritorsioni, Proprio a nulla hanno portato.
Ah, gli appetiti, le vendette, le religioni! Che pena se diventano ossessioni!
Specie l’aspro, ferreo settarismo, Quando sfocia nel barbaro fanatismo.
A che serve la religione, Quando priva della ragione? Perché prevale la discordia?
Dov’è finita la nobile misericordia?

L’infanzia che muore
Molte stelle angosciate, l’altra notte, Di tristezza e dolore sono morte.
Pure la mesta luna è vestita a lutto, Piange, aQranto, l’universo, tutto.
Più sensibili dei terrestri, gli astri
Più non resistono agli umani disastri, All’ingiustizia, all’atroce morte quotidiana Di Gaza: la povera, innocente infanzia.
La povertà, la fame, la malattia Falciano le giovani vite per la via.
Cosa fare di questa ecatombe al cospetto, Che scuote dell’essere sensibile il petto?
O potenti, non più parole per i paesi poveri! Né più bastano i ripetuti papali rimproveri.
Chi ha cuore, agire deve con fermezza e coerenza, Per salvare
Dalla morte e dalla sofferenza il Paese dell’Assenza.

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