Agevolazioni per sfoltire ancora l’organico della Stellantis di Atessa. Stamattina l’azienda ha sottoposto ai sindacati un nuovo accordo per l’adesione alla separation, cioè l’uscita volontaria, incentivata, dalla fabbrica per 305 dipendenti (300 operai e 5 impiegati). L’anno scorso, un simile accordo ha riguardato 402 unità raccogliendo adesioni ben oltre le disponibilità (circa 600).

Le due separation, quindi, ridimensionano di oltre 700 unità in due anni lo stabilimento simbolo della produzione automobilistica regionale che passa dai circa 6.500 addetti di pochi anni fa ai 4.330 attuali per arrivare a poco più di 4mila al termine di questa procedura.
L’accordo è stato firmato da Fim,Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr. La Fiom Cgil non ha invece firmato il documento ribadendo la netta contrarietà a un ulteriore ridimensionamento dell’azienda: «inaccettabile proseguire sulla strada delle uscite senza una chiara prospettiva industriale. I numeri confermano un ridimensionamento strutturale preoccupante. Non si può rispondere a una crisi tecnologica e di mercato solo con gli ammortizzatori sociali o le uscite volontarie. Bisogna investire sul futuro».

Gli incentivi
Alla nuova chiamata potranno aderire volontariamente tutti i lavoratori con e senza requisiti pensionistici; l’adesione volontaria dovrà trovare parere favorevole da parte dell’azienda. Ai dipendenti il cui contratto sarà risolto da parte aziendale, che non maturino i requisiti per un trattamento pensionistico nell’arco dei 48 mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, l’azienda erogherà un incentivo secondo il seguente schema:
• 55 anni e oltre, 33 mensilità lorde + 30.000,00 lordi;
• tra 50 e 54 anni, 30 mensilità lorde + 30.000,00 lordi;
• tra 45 e 49 anni, 24 mensilità lorde + 30.000,00 lordi;
• tra 40 e 44 anni, 18 mensilità lorde + 20.000,00 lordi;
• tra 35 e 39 anni, 12 mensilità lorde + 20.000,00 lordi.
A queste quote si aggiunge la transazione novativa di 650 euro lorde. Per i dipendenti che nell’arco di 48 mesi maturano i requisiti per un trattamento pensionistico invece la forma di incentivo all’esodo cambia secondo le seguenti modalità:
• per il lavoratore che nell’arco di 48 mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro maturi i requisiti per la pensione, l’azienda erogherà, per il periodo di permanenza in Naspi (max. 24 mesi), un importo lordo a titolo di incentivazione che, sommato al valore delle mensilità di Naspi spettanti, garantisca un valore economico pari al 90% della retribuzione lorda del dipendente interessato.
Qualora il dipendente, per maturare i requisiti per il raggiungimento di un trattamento pensionistico, necessiti di ulteriori periodi di contribuzione, per un massimo di ulteriori 24 mesi oltre al periodo massimo di erogazione del trattamento di Naspi, l’azienda, in aggiunta erogherà a titolo di incentivazione all’esodo, per il biennio, o frazione di esso, successivo alla cessazione del trattamento Naspi un importo lordo pari al 70% della retribuzione lorda del dipendente interessato nonché un’ulteriore somma lorda equivalente alla valorizzazione degli importi dovuti a titolo di contributi, che il lavoratore potrà versare come contributi volontari.
Per chi ha già maturato i requisiti pensionistici verranno riconosciute 6 mensilità.
A partire dai 55 anni di età, il lavoratore interessato alle uscite dovrà presentare estratto conto contributivo certificato (Ecocert). L’individuazione del lavoratore interessato sarà effettuata sulla base del criterio di priorità temporale di manifestazione della disponibilità individuale.









