Garante dell’infanzia: «I bambini stanno bene, struttura ordinata. Trasferirli sarebbe un altro trauma»

«I bambini stanno abbastanza bene». Lo ha affermato Marina Terragni, garante nazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, uscendo oggi pomeriggio dalla casa famiglia di Vasto, dove si trovano, dal 20 novembre, i tre figli della famiglia che abita nel bosco di Palmoli. Terragni era arrivata poco prima delle 13 nella struttura di via Incoronata.

Marina Terragni

«Quando sono arrivata – ha detto all’uscita – i bambini stavano mangiando. Non posso dire che mangino sempre, ma stavano mangiando. Non so come si è diffusa questa notizia dello sciopero della fame, non posso dire che mangino sempre, ma proprio quando sono arrivata stavano mangiando. I bambini sono bellissimi bambini, stanno abbastanza bene di salute. Se devo dire la verità, per questo avrei voluto l’occhio esperto di uno specialista, li ho trovati un po’ iperattivi, un po’ agitati, con momenti di malinconia, insomma bambini che stanno vivendo e hanno vissuto cose molto faticose».

«Sulla struttura non ho niente da dire, è bella, ordinata e loro sono, mi sembra, molto attenti. Sono entrata qui con la sensazione che il difetto stia nel manico, che qualcosa non ha funzionato nei primissimi mesi in cui l’assistente sociale ha preso in carico questa famiglia. Lì le cose si sono messe in un modo storto e non si sono più raddrizzate. Avrei voluto parlare con l’assistente sociale, qui non è venuta e posso comprendere questa sua decisione. Avevamo un appuntamento telefonico, però poi mi ha detto che non poteva. Tutrice, curatrice, c’erano tutti. La cosa che ho detto è che dobbiamo impegnarci tutti a risolvere una situazione che mi sembra sproporzionata nel suo esito rispetto alle ragioni iniziali. Questi sono bambini intelligenti, quindi il fatto che abbiano seguito un tipo di scolarizzazione diverso non ha compromesso il loro sviluppo cognitivo».

«Tutto il personale della struttura ritiene che non sia il caso di levare ai bambini anche queste relazioni che hanno costruito con gli educatori, ma anche lo spazio fisico perché loro si muovono, giocano. Sarebbe un’ulteriore trauma. Sia la curatrice che la tutrice faranno istanza per chiedere che questo progetto di trasferimento in un’altra struttura venga accantonato.

Terragni ritiene che non si dovesse dividere la famiglia: «Io direi che i bambini non andavano presi, il nucleo andava supportato in un altro modo». Papà Nathan ha dato la disponibilità a incontrare l’assistente sociale. Sull’ipotesi di affidare i figli al padre, la garante si è limitata a dire che la decisione è di competenza del Tribunale dei minorenni. Intanto «la perizia sulla competenza genitoriale – ha annunciato Terragni – dovrebbe arrivare realisticamente a destinazione nel mese di aprile».

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