Il centro di San Salvo tra memoria e futuro: «Serve pianificazione per farlo rivivere»

Il presidente dell’associazione Libertà è partecipazione, Vito Evangelista, lo mette in chiaro dall’inizio: «Il tema di questo appuntamento era già programmato da tempo, l’intenzione non è criticare l’amministrazione comunale». Parliamo del gremito incontro tenutosi ieri alla Porta della Terra, dove l’associazione ha proseguito nell’approfondimento dell’urbanizzazione sansalvese concentrandosi sul centro storico.

Un appuntamento che arriva in un momento in cui la riqualificazione del cuore della città è al centro di polemiche e differenti visioni. A parlarne, ieri, sono stati lo storico Giovanni Artese e l’architetto ed esperto in progettazione urbana Davide Longhi. Quest’ultimo è anche autore del progetto presentato nel maggio del 2022.

Nel corso degli interventi non sono mancati gli spunti. Artese – assessore dal 2012 al 2017, durante il primo mandato di Tiziana Magnacca – ha ripercorso gli interventi che hanno portato all’attuale conformazione dell’attuale centro sansalvese come le numerose demolizioni che hanno cancellato importanti testimonianze del passato: tra queste, le operazioni più eclatanti hanno riguardato la facciata originaria della chiesa di San Giuseppe e l’antica Porta della terra, successivamente ricostruita.

Per Artese, oggi, per evitare la desertificazione del centro occorre mette in campo diverse azioni: «un nuovo piano di recupero (il precedente giace in un cassetto, ndr); parcheggi, perché le attività chiudono senza, per realizzarli si possono anche espropriare piccole proprietà non di pregio e procedere a demolizioni; restaurare le facciate con contributi consistenti del Comune, ad esempio del 70%; potenziare i servizi e facilitare il flusso turistico mare-centro; sgravi fiscali per le attività che tengono vivo il centro; creare un vero e proprio mercato dell’ortofrutta; ascoltare i cittadini e le associazioni di categoria».

E sul contesto territoriale, ha aggiunto: «Bisogna puntare a un dialogo Vasto-San Salvo soprattutto sul piano dei servizi, ma per farlo bisogna dialogare, basta guerre di campanili».

Nel proprio intervento, Longhi si è concentrato sulla necessità di pianificazione degli interventi e dell’uscita dalla logica di progettazione «a spot» che oggi accomuna, anche per la natura dei bandi, numerose amministrazioni.
Per quanto riguarda il destino dei suoi elaborati, l’urbanista, interpellato a riguardo, ha spiegato che il Comune gli commissionò, al termine del precedente mandato, il progetto di riqualificazione del tratto già pedonale di via Roma (dalla gioielleria Zimarino alla Porta della Terra). Oltre a questo, in modo volontario, estese lo studio al resto di via Roma (oggi al centro di un contestato intervento di altro tipo che prevede la chiusura al traffico) e a piazza Artese (in virtù del piano di recupero) dove aveva immaginato un parcheggio sotterraneo.
In piedi, quindi, come detto anche dall’assessora Elisa Marinelli in consiglio comunale, resta il progetto commissionato già pronto per essere appaltato quando saranno reperite le necessarie risorse economiche.

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