Otto i vastesi ancora bloccati a Dubai, Menna scrive alla Farnesina: «Attivare rimpatrio assistito»

Sono otto i vastesi ancora bloccati a Dubai dopo i bombardamenti della scorsa settimana. Il sindaco, Francesco Menna, ha scritto al ministero degli Esteri per chiedere di attivare il prima possibile la procedura di rimpatrio assistito. Dal relax delle vacanze all’ansia dell’essersi trovati nell’area del conflitto mediorientale tra Usa e Israele da una parte e Iran dall’altro. Nello scorso fine settimana missili iraniani hanno colpito bersagli a Dubai, dove le luci dei droni solcano i cieli e le esplosioni si sentono a pochi chilometri di distanza, come hanno raccontato testimoni vastesi nei giorni scorsi.

Una richiesta, quella del rimpatrio assistito, che Menna «rivolge con carattere d’urgenza all’Unità di Crisi della Farnesina per segnalare la presenza di cittadini residenti nel proprio Comune nell’area interessata dall’attuale conflitto in Medio Oriente». Quindi l’elenco dei vastesi che si trovano tuttora a Dubai, otto in base ai dati ufficiali in possesso del municipio.

«Si precisa che il quadro delle presenze potrebbe non essere completo, in quanto le informazioni continuano a pervenire. Non è da escludere la presenza nell’area di ulteriori residenti del Comune non ancora censiti da questo Ufficio».

Il primo cittadino «chiede formalmente l’attivazione immediata della procedura di rimpatrio assistito per i soggetti sopra indicati, nonché, per il tramite dei canali consolari e diplomatici competenti, la verifica della presenza nell’area di crisi di altri cittadini residenti nel Comune di Vasto, inclusi coloro eventualmente non iscritti all’Aire. Si chiede inoltre di voler garantire un’informativa tempestiva a questo Ufficio sull’esito delle verifiche e sull’avanzamento delle procedure attivate, al fine di poter assicurare un costante raccordo con le famiglie dei concittadini coinvolti. Il sottoscritto si dichiara sin d’ora pienamente disponibile a collaborare con codesta Unità di Crisi, anche attraverso il coinvolgimento degli uffici comunali competenti – Anagrafe e Protezione Civile – per ogni ulteriore approfondimento o supporto operativo che si rendesse necessario».

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