Il bando per la rigenerazione al centro dei ricorsi. Villalfonsina spera, San Salvo non vuole rischiare

Il bando regionale per la rigenerazione urbana ancora al centro dei ricorsi dei non finanziati. L’ultimo Comune in ordine di tempo a essersi rivolto al tribunale amministrativo regionale è Villalfonsina.

La storia dell’avviso pubblico destinato ai Comuni al di sotto dei 30mila abitanti è stata travagliata sin dall’inizio. In particolare, a essere contestata, è la graduatoria della Linea B con compartecipazione inferiore al 40%. La classifica finale, presentata in Regione nel mese di ottobre, ha visto, l’ammissione al finanziamento di 48 progetti, tra cui, nel Vastese, quelli di Furci, Roccaspinalveti, Palmoli, Montazzoli e San Salvo.

Ed è proprio quest’ultimo, San Salvo, “costretto” a costituirsi quale ricorrente incidentale in giudizio. Il progetto per la riqualificazione del parcheggio multipiano abbandonato di via Montegrappa da 1,9 milioni di euro (di cui 400mila euro di cofinanziamento) si è inizialmente posizionato al penultimo posto (47°), prima di Guardiagrele, per poi scivolare al terzultimo grazie alla rinuncia di San Pio delle Camere che si trovava al 30° posto (rinuncia che ha ha fatto rientrare tra i finanziati Mozzagrogna).

Il parcheggio di via Montegrappa

Già dalla pubblicazione della graduatoria provvisoria, erano emersi malumori sull’assegnazione dei punteggi. Dopo la versione definitiva, Nocciano (Pescara), classificatosi 110°, è stato il primo a ricorrere al Tar chiedendo l’annullamento della graduatoria stilata dalla Regione. Nel febbraio scorso, è stata la volta di Villalfonsina, 78° posto. San Salvo, quindi, essendo uno degli ultimi ammessi a finanziamento, nel caso di una rivoluzione della graduatoria potrebbe veder sfumare l’importante finanziamento.

Il Comune guidato dal sindaco Mimmo Budano ha presentato un progetto da 1,6 milioni di euro (cofinanziamento previsto di 100mila euro) per il “Recupero urbanistico del centro antico con valorizzazione e qualificazione ambientale, recupero di edifici vincolati e in disuso e attivazione di servizi a forte valore collettivo, attraverso un percorso itinerante delle antiche arti e mestieri”.

Mimmo Budano

«Inizialmente ci siamo posizionati al 64° posto – spiega a Chiaro Quotidiano il primo cittadino – quindi abbiamo chiesto la revisione in autotutela, ma non ci hanno riassegnato i punti che speravamo facendoci scivolare al 68° posto. Abbiamo quindi presentato il ricorso per errata attribuzione dei punteggi».
«Il nostro progetto è valido. Riguarda tutto il centro storico con una sorta di museo diffuso delle antiche arti e degli antichi mestieri. Prevede la riqualificazione di tutti i vicoletti e sottopassi e l’allestimento all’interno di alcune strutture comunali dei piccoli musei. Villalfonsina era molto ricca di botteghe, abbiamo sempre avuto falegnami, calzolai, fabbri, sarte, frantoi e altre attività. L’idea è quindi di offrire al turista un percorso nel centro urbano per vedere queste botteghe di una volta con attrezzature e manufatti dell’epoca. L’idea è partita proprio dalla volontà di rigenerare e far immergere il turista in quella che era la vita del paese».

L’udienza per l’esame dell’istanza cautelare è stata fissata per il 27 marzo. «Sono molto fiducioso», il commento di Budano.

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