Falciati da un’auto mentre soccorrono vittime di un incidente: poliziotti di Vasto e Pescara feriti

Rischiano di morire per salvare altre vite. Cinque poliziotti provenienti dall’Abruzzo – tre da Vasto e due da Pescara – sono intervenuti a soccorrere delle persone ferite in un tamponamento sull’A1 in Emilia Romagna. Mentre stavano prestando i soccorsi, un’auto è piombata in pochi secondi a folle velocità falciando due di loro e il conducente di una vettura coinvolta nell’incidente.

(foto Cnpp-Spp)

«Mentre rientravamo da una traduzione effettuata in quel di Parma per conto del carcere di Sulmona, alle ore 3,20, sull’autostrada A1, al km 178,  ci siamo imbattuti in un tamponamento tra un furgone e un auto», è la testimonianza degli agenti, riportata in un comunicato da Mauro Nardella, segretario del sindacato Cnpp-Spp. «Ci siamo immediatamente attivati per mettere in sicurezza la circolazione stradale attraverso l’uso di lampeggianti e catarifrangenti, ma all’improvviso siamo stati travolti da un’auto che arrivava verso di noi a forte velocità. Nonostante i nostri tentativi di avvisare il conducente abbiano messo in serio pericolo la nostra vita, l’automobilista ha continuato la sua marcia schiantandosi sulle auto coinvolte nel tamponamento. Nella sua folle corsa ha colpito, falciandoli, due colleghi e il conducente dell’auto coinvolta nel tamponamento. Unitamente ai poliziotti della stradale abbiamo attivato immediatamente i soccorsi. Il sostituto commissario e l’altro collega di Pescara, apparentemente esanimi, venivano trasportati e ricoverati in ospedale insieme al conducente dell’auto al quale gli veniva amputata la gamba. Il conducente dell’auto piombataci addosso moriva sul colpo. È stato un miracolo se siamo ancora vivi, è solo grazie a Dio».

«Si apre con questa drammatica testimonianza raccontata con singhiozzi e un interminabile pianto il racconto fatto da uno degli agenti del Nucleo traduzioni e piantonamenti del carcere di Vasto coinvolti, insieme ad altri due baschi blu di Pescara, nel terribile incidente della scorsa notte, una storia che ci racconta di quello che possiamo tranquillamente affermare essere stato un autentico miracolo materializzatosi a vantaggio dei tre baschi blu vastesi e dei due pescaresi di ritorno da un delicato servizio di traduzione di detenuti ad alta sicurezza», scrive Nardella nel comunicato. «Stiamo parlando di servitori dello Stato e, ancor prima di definirli miracolati, non è sminuente affermare che siano veri e propri eroi. Il turno massacrante al quale erano stati sottoposti e fatto di un numero imprecisato di ore di lavoro poteva concludersi con un dramma dalle proporzioni immani. Erano lì per soccorrere e mettere in salvo vite e per poco non si sono ritrovati a rischiare di perdere la loro di vita. Non si può non parlare di miracolo perché di questo si tratta. Vincenzo, Giuseppe e Antonio hanno voluto dare il loro contributo per una causa, quella dei loro colleghi di Sulmona alle prese con grossi problemi di ordine penitenziario, e per poco non hanno rischiato di lasciar trascritto su un epitaffio il desiderio di mettersi a loro disposizione. Più che semplici poliziotti andrebbero definiti sicuramente eroi. A loro, e credo di parlare a nome di tutto il Corpo di polizia penitenziaria, va il nostro più sentito compiacimento per il lavoro svolto e gli auguri di pronta guarigione. A loro – conclude il segretario del sindacato – l’amministrazione penitenziaria gli deve l’onore e per questo motivo vanno assolutamente e come minimo promossi al grado superiore».

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