Al Tecnopolo d’Abruzzo si è tenuto il convegno-presentazione dedicato all’ecosistema innovativo regionale nato dalla sinergia tra settore spaziale e automotive. Avviato nel 2018 con l’accordo per l’innovazione con il ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’ecosistema rappresenta il primo modello europeo strutturato di integrazione tra tecnologie satellitari e industria automotive. Protagonisti di questo percorso sono il centro di eccellenza Ex-Emerge dell’Università degli Studi dell’Aquila e il laboratorio P-Car di Radiolabs, riconosciuti come poli di riferimento strategico a livello internazionale. L’iniziativa è sostenuta dalla collaborazione tra Radiolabs, Università dell’Aquila, Agenzia Spaziale Italiana, Agenzia Spaziale Europea, Regione e Polo Automotive Abruzzo.
Cuore dell’evento di questa mattina a L’Aquila, presso il Tecnopolo d’Abruzzo, è stata la presentazione delle nuove infrastrutture tecnologiche del laboratorio P-Car, che ambisce a diventare il primo centro indipendente in Europa per la validazione e certificazione dei sistemi di guida autonoma basati su tecnologie satellitari.

«La novità è il laboratorio P-Car, che nasce come infrastruttura strategica nazionale sostenuta dall’Asi attraverso il programma Navisp-3 dell’Esa, per realizzare all’Aquila il primo centro in Europa dedicato alla validazione e successiva certificazione delle tecnologie satellitari per i sistemi di guida autonoma – spiega il Polo Automotive Abruzzo – P-Car ha messo a punto un sistema di simulazione ad altissima fedeltà per replicare in laboratorio gli ambienti in cui l’auto deve operare, valutare gli effetti di possibili anomalie e integrare i risultati simulati con test in campo selezionati. Questo processo, pur complesso per la numerosità e variabilità degli scenari virtuali, ha il vantaggio di ridurre sensibilmente i test in campo, a cui si ricorre attualmente e consente ai costruttori di auto e apparati di valutare preventivamente il sistema di localizzazione del veicolo per ridurre i rischi e garantire i livelli di sicurezza richiesti dalla guida autonoma. Ricerca, innovazione e formazione specialistica sono i pilastri del nuovo ecosistema multi-disciplinare realizzato in regione, coerente col piano d’azione della Commissione europea per il settore automobilistico. Con P-Car e il centro di eccellenza Emerge dell’università dell’Aquila si avvia una fase di collaborazione con i costruttori di auto, gestori delle reti stradali e costruttori dei tram a guida autonoma per cogliere nuove opportunità di crescita industriale e culturale del territorio».

La giornata si è conclusa con una tavola rotonda dedicata al contributo degli utilizzatori finali e degli stakeholder industriali, a conferma di un modello di innovazione fondato sulla collaborazione tra università, industria, istituzioni e imprese.
«L’ecosistema dell’Abruzzo per la guida connessa, autonoma e più sicura – dice il rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila, Fabio Graziosi – rappresenta un modello d’innovazione in cui competenze accademiche, ricerca avanzata e distretti industriali locali operano in stretta sinergia. In questo contesto, l’Ateneo contribuisce in modo significativo, tramite il centro di eccellenza Ex-Emerge e il progetto P-Car di Radiolabs, insieme alle filiere produttive regionali dell’Ict, dell’aerospazio e dell’automotive, allo sviluppo di soluzioni orientate ai mercati nazionali ed europei basate su tecnologie di posizionamento ad elevata accuratezza e affidabilità, su sistemi di comunicazione mobile allo stato dell’arte, affidabili e sicuri. Questo impegno collettivo rafforza il ruolo di L’Aquila e dell’intera regione come hub competitivo per la mobilità del futuro».

«A nome di tutti i colleghi coinvolti nel centro Ex-Emerge – aggiunge Fortunato Santucci, docente di Telecomunicazioni all’Università dell’Aquila – esprimo grande soddisfazione per il workshop odierno e per le promettenti prospettive di sviluppo che sono state delineate dagli interventi dei tanti rappresentanti di istituzioni, agenzie spaziali e aziende. Tutto ciò è da considerarsi come il risultato di quasi un decennio di lavoro intenso, non immune da difficoltà, ma condotto sin dall’inizio con la consapevolezza di poter creare opportunità di crescita scientifica per l’ateneo, di integrazione qualificata con i distretti industriali del territorio e di opportunità di occupazione ad alta qualificazione per tanti giovani ricercatori».










