2025 negativo: premio annuale Stellantis solo per i lavoratori di Sud America, Africa e Medio Oriente

Risultati 2025 negativi sul versante delle consegne, del fatturato, della redditività e del cash flow, così salta il premio per i dipendenti Stellantis. Doccia fredda, seppur fosse nell’aria, per i lavoratori del gruppo automotive. L’andamento negativo e il mancato raggiungimento dei parametri minimi indispensabili per la erogazione del premio comportano la mancata erogazione in quasi tutti gli Stati in cui la multinazionale è presente, a eccezione di Sud America, Africa e Medio Oriente.

Uno dei furgoni elettrici prodotti ad Atessa

A differenza dell’anno scorso, quando fu riconosciuta un’erogazione una tantum di 670 euro, il gruppo ha respinto le richieste sindacali in questa direzione replicando che tutte le risorse sono oggi impegnate nel tentativo di rilanciare l’azienda, di salvaguardare tutti gli stabilimenti italiani e di superare il ricorso agli ammortizzatori sociali.

Non può quindi che essere negativo il commento dei sindacati. Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr scrivono in una nota: «Benché la notizia fosse stata in qualche modo anticipata dalle precedenti comunicazioni aziendali relative all’andamento dello scorso anno, su cui si misura il premio, esprimiamo grande amarezza per il mancato riconoscimento ai lavoratori di una somma che negli scorsi anni ha costituito una parte significativa della retribuzione, e profonda preoccupazione per il futuro».

«Confidiamo che il lavoro del nuovo amministratore delegato, Antonio Filosa, possa al più presto risollevare le sorti del gruppo, come sembrano attestare i primi segnali di miglioramento colti a fine 2025 – continuano – Ci auguriamo inoltre che l’Unione Europea sia capace di ammettere gli errori commessi nel regolamentare la transizione all’elettrico, errori che hanno innescato nel settore automotive una crisi senza precedenti e che devono essere corretti prima che sia troppo tardi. Chiediamo a Stellantis di puntare con decisione sui modelli ibridi e di allocarli in tutte le fabbriche italiane. Allo stesso tempo chiediamo all’Unione Europea di adottare i principi di neutralità tecnologica e di libertà di scelta dei consumatori, nonché di abolire immediatamente il famigerato sistema delle multe. Le vetture ibride possono oggi rappresentare una soluzione intelligente sotto il profilo industriale, ambientale e per i consumatori, e non vi è alcuna ragione per continuare a penalizzarle a livello europeo».

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