«Mentre il presidente Marco Marsilio continua a inaugurare treni come se non ci fosse un domani, la realtà del sistema ferroviario abruzzese è ben diversa e viene fotografata con chiarezza nell’interpellanza presentata in Consiglio regionale. Le criticità sono varie e persistenti: ritardi e soppressioni, carenze nei collegamenti strategici, servizi che non rispondono alle esigenze di pendolari, studenti e lavoratori, oltre alla mancanza di un piano strutturato per il potenziamento delle tratte e per la riduzione dei tempi di percorrenza. Una situazione che continua a penalizzare la mobilità regionale e a isolare territori che avrebbero invece bisogno di connessioni efficienti», così il capogruppo Pd Silvio Paolucci e il segretario provinciale del Pd di Chieti Leo Marongiu commentano i dati emersi sulla situazione della rete ferroviaria.

«Ci troviamo di fronte a ritardi, disservizi e promesse non mantenute, mentre la narrazione della giunta continua a concentrarsi su tagli di nastri e operazioni d’immagine», commenta Paolucci. «La verità è che i problemi strutturali restano tutti sul tavolo e incidono quotidianamente sulla mobilità di cittadini, lavoratori e studenti. Lo abbiamo già visto con il clamoroso flop della linea per Roma, annunciata come svolta epocale e rivelatasi ben presto insostenibile, con tanto di viaggio inaugurale in cui il presidente si presentò con il cappello da capotreno: un episodio simbolico di una politica più attenta alla propaganda che alla sostanza. Nonché dall’assenza dell’Abruzzo dalle linee che contano per l’impresa e per il turismo. Questa interpellanza mette nero su bianco una verità che i cittadini conoscono bene: mentre si moltiplicano annunci e inaugurazioni, i servizi reali continuano a non essere all’altezza. Il sistema ferroviario abruzzese ha bisogno di scelte serie, investimenti e programmazione, non di operazioni di facciata. Il diritto alla mobilità non si garantisce con le cerimonie, ma con servizi funzionanti e affidabili».
«Come abbiamo più volte segnalato e denunciato, anche attraverso incontri con i pendolari del servizio bus e ferroviario, occorre avere tempi certi e procedure chiare sulla tratta Lanciano-San Vito, per definire il cronoprogramma dei lavori per la messa in sicurezza della tratta e per abbattere le limitazioni attuali che limitano percorrenza e tempi», sottolinea Marongiu. «Bisogna inoltre capire se sarà ripristinato il servizio Lanciano-L’Aquila e con quali mezzi visto che quella linea consentiva un ulteriore collegamento per Pescara, in considerazione del fatto che Lanciano ha perso già 4 coppie di corse bus a dicembre a causa delle scelte di Regione e Tua e senza nessun tipo di reazione dalla nostra amministrazione comunale. Servirebbe, inoltre, un discorso strategico più ampio, ambizioso e di respiro per valutare e lavorare ad una proposta di fermata per un treno a lunga percorrenza nella stazione di San Vito – Lanciano».









