«Le risorse devono andare a chi vive condizioni di reale disagio. Estendere in modo indiscriminato la definizione di montagna significherebbe sottrarre fondi proprio a chi ne ha più bisogno». Sono le parole del presidente della Regione, Marco Marsilio, e dell’assessore regionale agli Enti locali, Roberto Santangelo, che stamattina hanno tenuto una conferenza stampa sulla discussa legge sulla Montagna.

Marsilio e Santangelo rivendicano «il ruolo determinante nel percorso che ha portato all’approvazione della nuova legge nazionale sulla montagna attesa da oltre mezzo secolo» che ha «permesso una significativa riduzione dei territori appenninici inizialmente esclusi» dalla prima bozza.
Per meglio illustrare le novità dell’ultima versione, i due esponenti regionali hanno proiettato alcune slide riassuntive. Nella prima bozza, il taglio in Abruzzo riguardava 58 comuni, numero ora sceso a 27.

Tra i 22 Comuni recuperati tra prima e seconda bozza, ce ne sono 9 della provincia di Chieti: Guardiagrele, Guilmi, Palmoli, San Buono, San Giovanni Lipioni, Pietraferrazzana, Villa Santa Maria, Celenza sul Trigno e Tufillo. Il nuovo taglio colpirà soprattutto la nostra provincia, dove in 14 perderanno lo status: Archi, Atessa, Casalanguida, Casoli, Cupello, Dogliola, Fresagrandinaria, Furci, Gissi, Lentella, Monteodorisio, Roccamontepiano, Roccascalegna, Scerni.


«La conferenza stampa si è resa necessaria per chiarire cosa sia realmente la riforma della legge sulla montagna», ha detto Santangelo che poi ha sottolineato come nei 27 esclusi «non ci sarà alcun rischio per la chiusura delle scuole o per la perdita di servizi essenziali. Nella Conferenza unificata abbiamo previsto la possibilità di intervenire con fondi regionali nelle cosiddette zone di cerniera, garantendo risorse anche ai territori che hanno perso formalmente il titolo di comune montano».


«Nessun impatto, inoltre, sulla fiscalità dei terreni agricoli: non è la legge sulla montagna a disciplinare questi aspetti – ha detto sempre Santangelo – ma il ministero dell’Economia. È quindi necessario fare chiarezza e spegnere polemiche strumentali che stanno creando allarmismi infondati. La definizione dei comuni montani è ormai tracciata, ma resta aperto il confronto sugli aspetti socio-economici. Proprio ieri si è svolta una nuova Conferenza Stato-Regioni sul tema tecnico della montagna e i nostri uffici stanno lavorando per migliorare l’applicazione della norma, quello che conta è che siamo riusciti a correggere un impianto inizialmente troppo penalizzante e a far passare il principio di una montagna plurale, in cui gli Appennini abbiano finalmente un riconoscimento coerente con la loro realtà».
Gli esclusi dalla nuova classificazione
Provincia di Chieti: Archi, Atessa, Casalanguida, Casoli, Cupello, Dogliola, Fresagrandinaria, Furci, Gissi, Lentella, Monteodorisio, Roccamontepiano, Roccascalegna, Scerni
Provincia di Teramo: Atri, Canzano, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Montefino, Notaresco
Provincia di Pescara: Bolognano, Manoppello, Scafa, Penne, Turrivalignani










