Nel dibattito sull’aggiornamento del Programma operativo sanità Abruzzo 2026–2028 emerge il nodo della sostenibilità della rete territoriale socio-sanitaria e riabilitativa. È quanto si legge in un comunicato di Daniele Leone, infermiere del settore socio-sanitario e riabilitativo , che richiama le osservazioni formulate in sede ministeriale, relative alla revisione delle stime del Fondo sanitario nazionale 2027–2028, alle misure di contenimento della spesa farmaceutica e per dispositivi medici, alla verifica dei contratti di somministrazione e consulenza e alla rimodulazione dei potenziali disavanzi.

Al centro dell’attenzione c’è la rete accreditata e convenzionata ex art. 26 della legge 833/1978, insieme ai moduli Rsa e Ra, definita «componente strutturale del sistema sanitario regionale», in grado di garantire «continuità assistenziale tra ospedale, territorio e domicilio», sostenere i percorsi riabilitativi post-acuzie e gestire la complessità clinico-assistenziale.
Leone evidenzia però una «criticità strutturale»: rette, tariffe e tetti di spesa «sostanzialmente fermi da anni», a fronte dell’aumento dei costi di produzione – energia, dispositivi, farmaci e standard organizzativi – e della crescente complessità assistenziale. Senza un adeguamento coerente, si avverte, il rischio è «una progressiva compressione della capacità di presa in carico» e «un indebolimento della continuità assistenziale territoriale».
«Sostenibilità economica e sostenibilità organizzativa devono procedere in modo integrato», conclude Leone, perché «la tenuta della sanità territoriale abruzzese dipende anche dalla capacità di rendere strutturalmente sostenibile e attrattiva la rete socio-sanitaria e riabilitativa», presidio essenziale di continuità assistenziale per i cittadini.








