Gaia Fidelibus e Matteo De Min: «Il nostro primo anno di amore tra pallavolo, calcio e università»

Se non un colpo di fulmine qualcosa che ci si avvicina parecchio. Se non ci fosse stato lo sport non avremmo mai potuto raccontare il primo anno (e un mese) di amore tra la vastese Gaia Fidelibus e il veneto, di Sedico, Matteo De Min. Nati a quasi 800 km di distanza ma che, grazie ad interessi più o meno comuni, si sono conosciuti a cavallo tra fine 2024 e 2025 diventando ufficialmente una coppia nel gennaio di un anno fa.

Una coppia che mastica, da sempre “pane e sport”, per Gaia l’amore della pallavolo, e del beach volley, tramesso da mamma Stefania e papà Giammichele. Dall’altra la passione per il calcio, trasformata in professione ereditata da papà Michele (in A con la Juventus) e mamma Monica campionessa italiana d’atletica leggera. Sei anni di differenza, classe 2001 il difensore-goleador della Virtus Cupello e da poco diciannove anni compiuti per il libero che, per motivi universitari, ha deciso di accasarsi in C a Giulianova, salutando la Vasto Volley.

Lui sicuramente più loquace, lei meno parole ma più dirette, tra i due c’è una sinfonia di sguardi che racconta parecchio del primo anno trascorso uno accanto all’altro. Il valore delle famiglie (al plurale), l’accoglienza riservata a Matteo che, dopo le esperienze abruzzesi tra Castelnuovo Vomano e Lanciano, tra Cupello e Vasto ha trovato le “seconde case”. Proprio tra tribuna e sintetico cupellese è nata la storia d’amore, accesasi definitivamente in una serata durante un compleanno di amici comuni.

Tanto, tantissimo sport ma Gaia e Matteo possono contare anche su connessioni universitarie, lei al primo anno di Biotecnologie (a Teramo), lui al tramonto del cammino triennale in Scienze Motorie. Si confortano a vicenda, si aiutano, si spronano, prima e dopo una partita, lo stesso vale davanti ai libri da studiare in vista di un esame. Un secondo San Valentino per una giovane e nuova coppia che vuole percorrere ancora tantissimi passi uno di fianco all’altro, non solo con lo sport ma, dopo aver abbattuto muri e paletti, ora potendo contare già su basi solide come affinità e complicità.

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