Quattro consiglieri chiedono l’attivazione di corse “Porto di Vasto-ospedale” per i medici

I consiglieri comunali Francesco Prospero, Antonio Monteodorisio, Vincenzo Suriani e Guido Giangiacomo hanno inviato una lettera al sindaco Francesco Menna e all’assessore alla Mobilità, Carlo Della Penna, chiedendo l’attivazione di un collegamento dedicato tra la stazione Porto di Vasto e l’ospedale San Pio da Pietrelcina”, in coincidenza con la turnistica ospedaliera e con gli orari ferroviari.

«Ogni giorno almeno dieci medici arrivano in treno a Vasto per garantire il diritto alla salute dei nostri cittadini. Professionisti che scelgono di lavorare nel nostro ospedale, spesso provenendo da fuori territorio, affrontando spostamenti e difficoltà logistiche. A loro dobbiamo rispetto, attenzione e sostegno concreto», scrivono i consiglieri di minoranza.

«Ad oggi non esiste un collegamento diretto e strutturato tra la stazione e il presidio ospedaliero in coincidenza con i turni di servizio. Per questo i consiglieri propongono l’attivazione di: due corse al mattino e due corse nel pomeriggio coordinate con la turnistica e con gli orari di arrivo e partenza dei treni».

«Non si tratta solo di una navetta – sottolineano – ma di un segnale chiaro: Vasto è una città che sostiene chi si prende cura della comunità. In un momento storico segnato dalla carenza di personale sanitario, dobbiamo fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per rendere il nostro territorio più attrattivo e accogliente verso i medici che valutano di accettare un incarico presso il nostro ospedale».

I consiglieri chiedono la convocazione di un tavolo che coinvolga il Comune, i rappresentanti locali della Regione, il management della Asl e il gestore del trasporto pubblico locale, per verificare insieme la fattibilità tecnica, organizzativa ed economica del servizio, anche in via sperimentale. «Sostenere la sanità non significa solo chiedere più risorse – concludono – ma anche rimuovere ostacoli concreti. Facilitare l’arrivo dei medici significa rafforzare il nostro ospedale e tutelare il diritto alla salute di ogni cittadino. È una proposta di buon senso, ma soprattutto una scelta di responsabilità verso la nostra comunità».

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