Il consiglio comunale di domani, in seduta straordinaria e urgente, salvo (improbabili) colpi di scena, suggellerà l’approdo del Comune di San Salvo in Eco.Lan e, nel prossimo futuro, un cambiamento nell’affidamento del servizio di igiene urbana alla stessa società di Lanciano, oggi espletato dalla Sapi (Pulchra) di Vasto.

La vicenda è iniziata nel dicembre 2024, quando l’Agcm (l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha contestato la delibera di consiglio comunale di qualche mese prima (4 ottobre 2024) sulla trasformazione regressiva in azienda speciale consortile del Civeta. Secondo l’autorità, la deliberazione è illegittima; tra le contestazioni c’è l’affidamento di un servizio che non copre l’intero ciclo dei rifiuti. Nonostante i riscontri del Comune, l’Agcm, ha presentato un ricorso al Tar di Pescara [LEGGI].

Così, in virtù del ricorso (risalente al 25 febbraio 2025), il Comune ha iniziato a valutare l’approdo in Ecolan «qualora il giudice amministrativo dovesse confermare i rilievi sollevati dall’Agcm».
Ora, il lato giudiziario della vicenda non si è ancora concluso. La trattazione del merito del ricorso, per una singolare coincidenza, si terrà sempre domani 13 febbraio. Fatto ininfluente, visto che la giunta ha già deciso: nell’ottobre scorso, ha approvato la proposta tecnico-economica avanzata dalla Eco.Lan per l’affidamento del servizio per dieci anni (per il quale occorre essere soci). L’affidamento alla Sapi (Pulchra) scade oggi 12 febbraio; il Comune lo ha prorogato per sei mesi prevedendo la possibilità di interromperlo quando la società lancianese sarà operativa.
Eco.Lan “pigliatutto”
Il Comune di San Salvo acquisterà quote per 15.054,66 euro, per una partecipazione pari allo 0,15%. Allo stesso tempo e almeno fino a quando il Tar non si pronuncerà, resterà all’interno del Civeta, di cui è tra i soci fondatori detenendo il 22,94% delle quote. Il piede in due scarpe è la strada scelta anche da altri soci del consorzio cupellese come Casalbordino (0,15% Eco.Lan e 7,34% Civeta), Scerni (0,15% e 2,75%), Monteodorisio (0,15% e 1,83%), Pollutri (0,15% e 1,83%), Villalfonsina (0,15% e 0,92) e numerosi altri centri dell’ex Comunità montana Sangro Vastese, oggi rappresentata da un commissario, che ha il 14,68% delle quote del Civeta.

Nello scacchiere della gestione dei rifiuti in provincia di Chieti, la Eco.Lan consolida la posizione dominante. Con gli ultimi, pesanti, ingressi in fase di perfezionamento in queste settimane (Chieti, San Salvo, Scerni e Gissi), il numero dei Comuni che si affidano alla società presieduta da Massimo Ranieri salgono a 84. In provincia ne restano fuori solo 20 di cui 6 nel Vastese (Vasto, Cupello, Casalanguida, Fraine, Celenza sul Trigno e Schiavi di Abruzzo).
Una geografia, questa, che non sembra avere appeal nella discussione politica locale, almeno per quanto riguarda i riflessi che avrà inevitabilmente sugli investimenti del polo di Valle Cena: basti pensare al fabbisogno annuale di frazione organica dei biodigestori di Cupello e Lanciano, quest’ultimo inaugurato l’11 dicembre [LEGGI].

Novità nel servizio
Diverse le novità che saranno introdotte dal nuovo gestore il cui affidamento per il primo anno avrà un importo di 3.383.471 euro. Ad esempio, la tariffa puntuale che sarà inizialmente misurata sul conferimento del secco residuo nei mastelli con l’obiettivo, poi, di essere estesa anche alle altre categorie di rifiuti. La raccolta dell’indifferenziato e del vetro sarà effettuata una volta ogni due settimane, misura adottata come incentivo a separare gli scarti.
Novità anche nella gestione dei rifiuti nei condomini: i carrellati, oggi a disposizione di gran parte delle palazzine, saranno consegnati solo agli edifici con almeno 21 appartamenti. Alla marina la raccolta avverrà durante il periodo invernale, mentre d’estate le utenze dovranno conferire i rifiuti nelle isole ecologiche.

Altre novità sono previste nei servizi “accessori”. Nei 3,3 milioni di euro sono compresi anche la pulizia e il livellamento delle spiagge libere, le disinfestazioni e la pulizia di tombini, caditoie e griglie. «Un risparmio – commenta Nicola Di Ninni, presidente della commissione Ambiente che ieri ha dato il via libera alla proposta di delibera – di 105mila euro annui per servizi oggi in campo al settore Manutenzione».









