Psi: «Il Comune abbatte alberi senza ripiantumarli, costi ambientali ed economici elevati»

«Ancora una volta, l’amministrazione comunale di San Salvo dimostra di non avere rispetto per il nostro patrimonio naturale e per il benessere dei cittadini. La decisione di abbattere altri 40 alberi lungo via Circonvallazione per fare spazio a nuovi parcheggi è l’ennesima dimostrazione di come questa giunta di destra privilegi il profitto e il cemento rispetto alla tutela dell’ambiente e alla qualità della vita. Il duro attacco alla scelta della giunta De Nicolis arriva dal Partito socialista. L’oggetto del contendere è l’accordo siglato da Comune e Arap per realizzare il nuovo parcheggio, notizia riportata il 7 febbraio da Chiaro Quotidiano.

Il costo ambientale è l’abbattimento di una quarantina di piante. «Gli alberi – afferma in una nota il Psi di San Salvo – non sono semplici elementi ornamentali: sono veri e propri alleati contro l’inquinamento, capaci di assorbire CO2, filtrare l’aria e offrire un rifugio di biodiversità in città. La loro distruzione significa impoverire il nostro territorio, aumentare l’effetto isola di calore e compromettere la salute dei cittadini, soprattutto di chi vive nelle zone più densamente urbanizzate. Questa decisione appare ancora più grave considerando che ci sono alternative più sostenibili ed equilibrate. Perché non investire in soluzioni di mobilità sostenibile, incentivi per l’uso dei mezzi pubblici o progetti di riqualificazione che rispettino il nostro ambiente? La risposta è semplice: questa amministrazione preferisce la logica del profitto immediato, senza alcuna visione di lungo termine né attenzione per le esigenze della comunità».

I socialisti chiedono un cambio di rotta: «Negli ultimi anni, abbiamo assistito a una crescente tendenza di abbattimento di numerose piante mature, spesso considerate troppo vicine alle aree urbane o comunque considerate un ostacolo per lo sviluppo di nuove infrastrutture. Questa pratica, se da un lato può sembrare un tentativo di migliorare la fruibilità degli spazi pubblici o di garantire la sicurezza, dall’altro comporta conseguenze ambientali, economiche e di pianificazione a lungo termine che non possono essere sottovalutate. Innanzitutto, bisogna considerare il costo economico associato all’eliminazione delle piante. Le piante mature, infatti, rappresentano un investimento pluriennale: hanno impiegato decenni per crescere, sviluppare una chioma rigogliosa e contribuire all’ecosistema urbano. La loro rimozione, pertanto, comporta un costo diretto legato alle operazioni di abbattimento, spesso eseguite con attrezzature e personale specializzato, e un costo indiretto legato alla perdita di benefici ambientali quali l’assorbimento di CO₂, la riduzione dell’inquinamento, l’ombreggiamento e la mitigazione delle
temperature estive. Inoltre, in molti casi, la rimozione delle piante comporta anche lavori di smaltimento e di ripristino del terreno, aumentando ulteriormente le spese pubbliche o private. Un elemento ancora più grave, tuttavia, è la totale assenza di una politica di ripiantumazione sistematica e pianificata. La mancanza di un progetto di rinnovamento arboreo lascia molte aree senza copertura vegetale, compromettendo non solo l’estetica e il benessere urbano, ma anche la biodiversità e la qualità della vita dei cittadini».

Secondo il Psi, quella dell’amministrazione è «una scelta miope, che non tiene conto delle ripercussioni economiche, ambientali e sociali».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *