Si è spento a 90 anni don Panfilo Argentieri: «Dedicava attenzione a tutti». Mons. Forte domani alle esequie

Sta suscitando profondo cordoglio e tanti ricordi la morte di don Panfilo Argentieri. Aveva 90 anni ed era stato rettore del Seminario arcivescovile di Chieti e canonico della Cattedrale di San Giustino.

«La sera di domenica 8 febbraio don Panfilo Argentieri è tornato alla Casa del Padre. Quel Dio in cui ha creduto fortemente e a cui ha dato tutta la sua vita ora lo accoglie nel riposo eterno in attesa della risurrezione dell’ultimo giorno», scrive don Rocco D’Orazio, parroco di San Valentino in Abruzzo Citeriore.

Don Angelo Argentieri

«Lo affidiamo, con le nostre preghiere, alla Sua misericordia, perché perdoni i peccati con cui don Panfilo, nella sua esistenza terrena, si è inevitabilmente dovuto confrontare e lo accolga nel numero dei suoi eletti. Don Panfilo era nato a Gissi il 20 ottobre 1935. Ha servito la Chiesa diocesana nel seminario arcivescovile dapprima come padre spirituale, come vice rettore e, poi, per molti anni, come rettore. Ha accompagnato tanti ragazzi e giovani nella ricerca vocazionale fino al ministero presbiterale. Io stesso l’ho avuto come rettore nel seminario arcivescovile negli anni della scuola media (1977-1980). Egli è stato per me come un padre che mi ha accolto e aiutato con grande affetto e rispetto. E me lo ha dimostrato con grandi e piccoli gesti di vicinanza e sostegno. Sin da subito ho capito la giusta attenzione che sapeva riservare a ciascuno. Ricordo che dopo la compieta comunitaria noi ragazzi andavamo a dormire e don Panfilo iniziava la sua prolungata preghiera notturna, in ginocchio a terra, nella cappellina attigua alla sua stanza. È stato un testimone di fede e di preghiera, un maestro di vita cristiana, un amico, un fratello e un padre sempre vicino e solidale».

«Ci raccontava che aveva perso i genitori molto presto ed era stato con una zia che amava tantissimo e non mancava di farle sentire la sua vicinanza grata e riconoscente. Dopo l’esperienza carica di frutti del seminario, il vescovo mons. Antonio Valentini, di venerata memoria, gli chiese di lasciare quel servizio, a cui aveva dedicato la sua vita fino alla fine, per essere il vicario generale della diocesi. La cosa lo fece soffrire tantissimo, ma la fiducia nel Signore e il senso di fede e di obbedienza furono la sua forza per accettare la nuova sfida. Come vicario è stato punto di riferimento per tanti sacerdoti, la maggior parte dei quali aveva accompagnato nel percorso di formazione. Anche in quel periodo ha lasciato un segno indelebile di grande capacità, di mediazione e di dialogo. Negli anni, era diventato il padre spirituale della città di Chieti. In tanti si rivolgevano a lui per un consiglio, la confessione, una parola di conforto, un aiuto. E tutti trovavano le porte aperte. Anche monsignor Menichelli, vescovo successore di Valentini, lo confermò come vicario generale e più avanti gli propose una parrocchia, per offrirgli l’opportunità di un’esperienza pastorale completa. Anche in quel caso la fiducia nel Signore e l’obbedienza alla Chiesa motivarono il suo assenso. Così, divenne parroco di San Francesco Caracciolo a Chieti Tricalle, una zona della periferia teatina allora in espansione, dove dimostrò il suo amore al Cristo e alla comunità ecclesiale offrendo un servizio apprezzato da tutti fino alle dimissioni, per raggiunti limiti di età, nel 2015. Eppure, ha continuato, accolto con affetto sincero da don Michele Panissa, suo successore al Tricalle, a servire la parrocchia con la discrezione e il rispetto che gli appartenevano. E tutti conservano ancora di lui una infinita stima. Gli ultimi periodi della sua vita sono stati segnati dalla sofferenza, fino alla morte di domenica scorsa. Ho un gran bel ricordo – al netto di qualche confronto dialettico che avemmo negli anni passati per alcune visioni diverse immediatamente appianate – di don Panfilo. Sento ancora la sua voce forte scandire il mio nome, Roooccoo – che faceva risuonare nei lunghi corridoi del seminario. E ogni volta che ci incontravamo, fino all’ultimo – conclude don Rocco – don Panfilo ancora urlava simpaticamente il mio nome in ricordo dei vecchi tempi».

La camera ardente è allestita a Chieti, nella chiesa del Tricalle, dove domani, alle 12, saranno celebrate le esequie funebri.

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