Domenico Bomba confermato alla presidenza della Cia della Provincia di Chieti

Il 58enne Domenico Bomba, di Lanciano, guiderà l’organizzazione provinciale anche nel quadriennio 2026-2030. La rielezione è avvenuta nel corso dell’assemblea elettiva provinciale tenutasi questa mattina a San Vito Chietino. I lavori si sono aperti con gli interventi del direttore provinciale Alfonso Ottaviano, di Bomba (presidente uscente) e dei vertici regionali e nazionali della confederazione: Nicola Sichetti, presidente Cia Abruzzo, Mariano Nozzi, direttore regionale, e Maurizio Scaccia, direttore nazionale Cia. Presenti per l’occasione anche rappresentanti regionali e delle altre istituzioni e associazioni di categoria.

Accanto al confermato presidente Domenico Bomba, è stato eletto vicepresidente Diego Pasqualone, 39 anni, presidente di Agia Abruzzo, giovane produttore agricolo di Penne, da anni impegnato nella rappresentanza delle nuove generazioni del settore primario. È stato nominato il nuovo comitato esecutivo provinciale composto da: Domenico Bomba, Tiziana Di Matteo, Annamaria D’Alonzo, Pierluigi Pace, Antonio Chinni, Diego Pasqualone, Nicola Sorgini, Alessandro Impicciatore, Angela Di Lello, Nicola Priori, Beatrice Tortora.

La relazione del presidente Bomba ha ripercorso un quadriennio particolarmente complesso, segnato da emergenze straordinarie: crisi climatiche, fitopatie aggressive, aumento dei costi di produzione, instabilità dei mercati e nuove pressioni normative: «È stato un onore e una grande responsabilità essere presidente in anni così difficili. Ma la Cia ha saputo mantenere un ruolo sindacale e politico forte, diventando un punto di riferimento credibile per agricoltori e istituzioni», le sue parole.

Tra le principali criticità affrontate, il presidente ha richiamato la crisi del comparto vitivinicolo, duramente colpito da peronospora e maltempo. Centrale anche la questione della crisi idrica, con la richiesta di un piano regionale dell’acqua, e quella della fauna selvatica, che continua a provocare gravi danni alle aziende agricole. Accanto alla gestione delle emergenze, è stato ricordato il lavoro sulla valorizzazione delle produzioni locali, dal riconoscimento dell’Igp Olio d’Abruzzo al percorso avviato per l’Igp Peperone Dolce di Altino, insieme agli investimenti su formazione, innovazione e comunicazione.

Spazio è stato dedicato al tema della rappresentanza: «Nonostante l’impegno profuso, non sempre gli agricoltori si sentono pienamente rappresentati. Questo ci dice che c’è ancora tanto lavoro da fare», ha ammesso Bomba, annunciando per i prossimi anni un rafforzamento dei coordinamenti territoriali per riportare le istanze delle aziende agricole “dentro” i luoghi decisionali dell’organizzazione. Toccati anche i temi riguardanti i giovani e la burocrazia: «Il ricambio generazionale non si sostiene con contributi una tantum, ma con redditi adeguati, certezze normative e accesso reale alla terra e al credito. Non è accettabile che progetti validi vengano respinti per questioni formali. Serve una semplificazione vera e aderente alla realtà delle aziende».

I lavori si sono chiusi con l’intervento finale del direttore nazionale Maurizio Scaccia che ha ribadito l’importanza di «una rappresentanza agricola forte e moderna, capace di affrontare le sfide della nuova Pac e della transizione climatica ed economica».

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