Magnacca: «Non c’è crisi industriale permanente. Difficoltà a causa di politica europea scellerata»

L’assessora regionale alle Attività produttive, Tiziana Magnacca, non è d’accordo con la Uil che qualche giorno fa ha parlato di «crisi industriale permanente» in Abruzzo. Il sindacato lo aveva fatto analizzando i dati dell’Inps sull’ricorso in Italia agli ammortizzatori sociali (cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga).

«Nonostante l’Osservatorio Inps ci consegni un Abruzzo che sta usando più di altre regioni tali ammortizzatori sociali, non si può parlare di difficoltà strutturale del tessuto produttivo. È sbagliato farlo pur non sottovalutando la portata degli ammortizzatori sociali autorizzati e effettivamente utilizzati. Cassa integrazione legata alla crisi che ha messo in sofferenza il settore automobilistico e che comunque, nel bene e nel male, ha preservato la tenuta sociale».

«L’Abruzzo – prosegue Magnacca – ha mantenuto intatti i suoi livelli occupazionali e se permettete questo consente di vedere il bicchiere mezzo pieno. Abbiamo gestito e stiamo gestendo le crisi e non i licenziamenti. E non mi pare poco. È grave parlare di un Abruzzo in crisi industriale e addirittura permanente. Ciò che la produzione industriale abruzzese sta vivendo è un problema nazionale che colpendo l’automotive coinvolge a cascata l’intera catena delle forniture. Sono le conseguenze di una politica europea scellerata che ha messo in ginocchio uno dei comparti trainanti per l‘economia abruzzese».

Tiziana Magnacca

Secondo i dati sottolineati dalla Uil, nel 2025, in regione, sono state oltre 17,8 milioni le ore di ammortizzatori sociali, con un aumento del 30% rispetto all’anno precedente.
«Occorre cambiare rotta – scrive l’assessora – e l’Abruzzo ha fatto la sua parte in Europa grazie all’impegno del presidente Marsilio che in maniera determinata e chiara ha indicato come fosse folle l’elettrico spinto. Come fossero folli le multe che avrebbero dovuto pagare le case automobilistiche se non avessero prodotto una percentuale di auto elettriche. Come fosse necessario rivedere le politiche per la riduzione delle emissioni di CO2».

«L’Abruzzo è terzo tra le regioni italiane più virtuose per l’andamento dell’export, con un incremento del 10,1% su base annua nel primo semestre 2025 con risultati particolarmente significativi che arrivano dal farmaceutico, chimico-medicinale e botanico, che contribuisce alla crescita delle esportazioni. Dati che dimostrano la capacità dell’Abruzzo di competere a livello internazionale, posizionandosi ai vertici delle regioni del Sud, puntando su settori ad alto valore aggiunto e innovazione. L’export è un indicatore fondamentale della vitalità della nostra economia».

«Andamento positivo sull’occupazione se si prende come base di riferimento il periodo pre Covid. Il mercato del lavoro in Abruzzo è in crescita nel numero degli occupati e tale crescita è superiore alla media nazionale come ha evidenziato il Centro studi dell’Agenzia per lo sviluppo della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia (Cresa) che ha elaborato i dati Istat del mercato del lavoro. Crescita tendenziale degli occupati per un più 2%».

Magnacca poi cita come elementi positivi, tra li altri, «il comparto della moda» e il recente incontro a Roma al Mimit al Tavolo nazionale dell’automotive che vede per lo stabilimento di Atessa l’aumento della produzione giornaliera di duecento veicoli con il rispristino del terzo turno.
«Sono sempre disponibile a tutta orecchi – conclude Magnacca – ma soprattutto pronta ad ascoltare il sindacato e le proposte che vorranno eventualmente far arrivare e non una mera analisi dei dati senza contestualizzarli attraverso una lettura non pregiudiziale».

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