Rospo Offshore, H2O: «Potenziale importante, ma criticità nel progetto: gli enti intervengano»

È partita il 13 gennaio l’istruttoria tecnica al ministero dell’Ambiente riguardante il progetto Rospo offshore della Small Sea Energy srl di San Marzano di San Giuseppe (Taranto): nel tratto di Adriatico tra Termoli, Vasto e le isole Tremiti la società pugliese intende realizzare, a circa 30 km dalla costa abruzzese (21 km da quella molisana) 67 torri galleggianti da 15 MW l’una (altezza di 268 metri con una delle eliche in linea con la torre) per una potenza complessiva di potenza di poco superiore a 1 GW (1005 MW). Il progetto, depositato nel mese di settembre, prevede anche un sistema di accumulo dell’energia (Bess) da 350 MW a Spoltore, nelle vicinanze dell’allacciamento A25-A14.
La successiva procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) sarà transfrontaliera con la Croazia.

Sul progetto, oggi, interviene il Forum H2O: «Gli enti devo indicare le richieste di approfondimento e i relativi metodi per la successiva fase di Via entro il 29 marzo 2026 – scrive l’associazione – In generale riteniamo che l’eolico offshore abbia un potenziale importante, con meno problematiche rispetto agli impianti a terra. Dobbiamo abbandonare le fossili il prima possibile sia per gli impatti sulla salute della popolazione di pozzi, raffinerie ed emissioni sia per la crisi climatica in atto; le rinnovabili sono ormai tecnologicamente avanzate e testate così come le batterie di stoccaggio. Il che non vuol dire esaminare in maniera superficiale un progetto di tale entità, anche sotto l’aspetto economico e dei costi/benefici».

«Per questo riteniamo che gli enti coinvolti debbano puntualmente indicare tutte le problematiche da analizzare nello Studio di Impatto Ambientale, nonché le questioni da approfondire e i metodi da utilizzare. Il tutto possibilmente senza cadere in ipocrisie sul paesaggio, soprattutto da parte di quegli enti, ad esempio il comune di Vasto, che non perdono occasione per promuovere l’ulteriore cementificazione e antropizzazione della costa che ha già raggiunto livelli insostenibili. Ogni effetto deve essere analizzato in maniera oggettiva e senza retorica.
Impianti di questo genere e di questa portata comportano ovviamente alcuni impatti che devono essere attentamente valutati. Ad esempio, la torre eolica più vicina è a soli 700 metri dalla Zona di Protezione Speciale per gli Uccelli delle Tremiti; l’impianto bordeggia inoltre una Important Bird Area ed è noto che quella delle collisioni tra uccelli e pale sia una problematica da affrontare».

«Certo, fin da ora sconcertano alcuni gravi errori presenti nella documentazione, visto che tra i siti Natura2000 interessati direttamente o indirettamente dal progetto non si cita quello di Punta Aderci quando verrebbe attraversato, secondo le stesse carte depositate dal proponente, dal cavidotto che collegherebbe le torri con la terraferma. Preoccupa ancora di più il fatto che lo stesso Ministero non se ne sia accorto citando nella lettera inviata agli enti solo i siti “Calanchi di Bucchianico” e “Isole Tremiti”. Se queste sono le premesse, non ci siamo proprio.
Esprimiamo poi perplessità sul fatto che a presentare il progetto da 3,7 miliardi di euro sia una società srl. Quali sono le capacità tecniche e le garanzie che tale società può mettere in campo davanti a una sfida di tale genere? Per dire, non vorremmo perdere tempo davanti a un progetto meramente “esplorativo”».

«Le due regioni, le agenzie regionali per la protezione ambientale, i comuni, la soprintendenza e tutti gli altri enti coinvolti sono chiamati quindi ad uno scrutinio preliminare sulla qualità degli studi che la società dovrà produrre a supporto del suo progetto – l’appello finale dell’associazione – Un momento delicato perché dopo non si potranno accampare scuse o recriminazioni».

All’inizio dell’anno, la Np Francavilla Wind ha invece rinunciato all’altro progetto offshore che interessava la costa davanti a Vasto [LEGGI]. Su Rospo Offshore, il sindaco Francesco Menna, a Chiaro Quotidiano ha dichiarato di essere «tendenzialmente contrario».

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