Dal Patto Territoriale alle scelte solitarie: così è stato distrutto un patrimonio comune

Chiaro e tondo è lo spazio dedicato al confronto di opinioni sullo sviluppo dell’Abruzzo, con un’attenzione particolare al Vastese. Uno spazio di idee, riflessioni e proposte, per stimolare dibattito e approfondimento su economia, infrastrutture, visione del futuro e cultura. Quest’anno ricorre il 50° anniversario della presentazione del Piano Kurokawa, il progetto di pianificazione intercomunale che, secondo il grande urbanista giapponese, avrebbe dovuto portare a una fusione tra Vasto e San Salvo. Il tema dell’unificazione ricorre anche in vista dell’istituzione della Grande Pescara, la città che unirà Pescara, Montesilvano e Spoltore. Cosa deve fare il territorio del Vastese per non essere ancor di più periferico? Il primo intervento per rispondere a questo interrogativo è di Arnaldo Mariotti, già parlamentare dal 2001 al 2006 e sindaco di San Salvo negli anni Ottanta-Novanta.


La forza di un territorio dipende dalla sua capacità di agire unitariamente rispettando e valorizzando l’identità, le storie e le culture dei diversi Comuni. Il territorio diventa sistema locale se i diversi attori, pubblici e privati sono capaci di relazionarsi, confrontarsi e decidere nell’interesse dell’intera comunità attraverso l’aumento della produttività complessiva e migliorando la qualità dei servizi erogati alle persone ed alle imprese.

Il nostro territorio, il Vastese e la sua classe dirigente, nel passato ha avuto la capacità di coprogettare e programmare infrastrutture materiali ed immateriali da mettere servizio del suo sviluppo. Ritengo che vadano ricordate e valorizzate alcune scelte che resistono, a testimonianza di buon governo, all’anarchia ed al campanilismo di ritorno che caratterizza la fase attuale: la stazione ferroviaria Vasto-San Salvo; la localizzazione del nuovo ospedale in Contrada Pozzitello di Vasto; lo Sportello Unico per le Attività Produttive del Trigno-Sinello; la Banca di Credito Cooperativo della Valle del Trigno.

Il Patto Territoriale Trigno-Sinello mise insieme attori pubblici e privati delle province di Chieti, Isernia e Campobasso per attivare la Programmazione negoziata e democratica attraverso tavoli di concertazione permanenti. Una vera agenzia per lo sviluppo dove ognuno poteva apportare le proprie idee, le proprie richieste e le proprie proposte per elaborare soluzioni e strategie comuni. Quella é stata una fase dove l’orgoglio e la reputazione dei singoli Comuni sono state spese per il rafforzamento dell’intero Sistema Territoriale.

Purtroppo quel patrimonio comune è stato distrutto con l’avvento di attori ed attrici che temono il confronto e preferiscono fare scelte in solitaria anche se di basso profilo. Ogni Comune allaccia rapporti ed interloquisce con l’Anas per definire un pezzetto di variante alla Strada Statale 16, pensando a piccoli interessi clientelari invece di progettare una infrastruttura in grado di liberare tutta la costa dal traffico di passaggio a beneficio di un progetto di valorizzazione turistica dell’intero golfo che va da Punta Penna a Termoli. Si continuano a considerare i porti come infrastrutture locali, senza un minimo di sforzo per attivare una complementarietà e reciprocità tra basso Abruzzo e Molise, tra Vasto e Termoli, senza funzioni ruoli ripetitivi. Nessuno pensa in questo pezzo di Abruzzo che l’ospedale di Agnone è anche utile per i cittadini dell’Alto Vastese e quindi attivare il principio della reciprocità territoriale tra le due regioni significa migliorare le condizioni e la sicurezza sanitaria dei cittadini delle zone interne del Vastese.

Arnaldo Mariotti

Poi ci sono esempi più piccoli ma non meno importanti.
Sia Vasto che San Salvo hanno il loro stadio in zone e spazi sacrificati quando si potrebbe programmare una grande area sportiva intercomunale come nel passato fu fatto per la stazione ferroviaria ed utilizzare le rispettive aree che s’andrebbero a liberare per una edilizia di qualità che aumenterebbe il prestigio delle due città. Naturalmente sarebbe il caso di definire un unico piano regolatore generale intercomunale che coinvolga oltre a Vasto e San Salvo anche Cupello ponendo fine all’edificazione modello borgate romane degli anni ’60. Si potrebbe attivare una polizia locale intercomunale per migliorare la sicurezza dei cittadini residenti e l’accoglienza di quelli temporanei d’estate. Tutte queste cose ed altre attività a livello territoriale erano presenti nei tavoli di concertazione del Patto Territoriale ma gli attuali amministratori hanno preferito far morire quel tentativo di modernizzare e rafforzare il Sistema territoriale del basso Abruzzo.

L’area della stazione ferroviaria Vasto-San Salvo

Le conseguenze le pagheranno le imprese ed i cittadini del territorio.
La nascita della grande Pescara per aggregazione di comuni contermini creerà una concentrazione di interessi, di potere contrattuale, di capacità di erogazione di servizi alle persone ed alle imprese oltre ad una straordinaria spinta all’innovazione di sistema che squilibrerà ancor di più il baricentro dell’Abruzzo. Ma pare che questo non interessa all’attuale classe dirigente del nostro territorio. E parlo di classe dirigente e non solo di politici soltanto. Sembra che tutti siano prevalentemente orientati alla propaganda ed all’autoreferenzialità anziché ad operare con disciplina ed onore! Peccato.

Arnaldo Mariotti

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