Un poliziotto di 29 anni, Alessandro Calista, originario di Catignano e in servizio al Reparto mobile di Padova, è rimasto gravemente ferito durante gli scontri avvenuti a Torino al termine del corteo nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. L’agente è stato accerchiato da 6-7 persone vestite di nero e incappucciate, picchiato con calci, pugni e colpito anche con un martello, mentre era a terra e senza casco. La violenza dell’aggressione è documentata in un video diffuso dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, e diventato virale.

Calista, sposato e padre di un bambino, ha riportato contusioni multiple e una ferita da martello alla coscia sinistra ed è ricoverato in ospedale a Torino. Secondo il sindacato Fsp Polizia di Stato, l’aggressione è stata di estrema brutalità. Solo l’intervento di un collega, che lo ha protetto con uno scudo, ha evitato conseguenze peggiori.
Gli scontri si sono verificati nei pressi del Campus universitario Luigi Einaudi, nel quartiere Vanchiglia, e sono degenerati in una vera e propria guerriglia urbana durata diverse ore, con cassonetti incendiati, lanci di bottiglie, razzi artigianali e bombe carta. I feriti complessivi sono oltre trenta, tra forze dell’ordine e manifestanti.
Ferma la condanna delle istituzioni. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso solidarietà all’agente ferito e a tutte le forze dell’ordine coinvolte. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha parlato di «aggressioni violente contro lo Stato» chiedendo che la magistratura intervenga con decisione. Dura anche la reazione dei vicepremier, Matteo Salvini, e del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che hanno definito l’episodio inaccettabile e di estrema gravità.









