«Esprimo la più ferma condanna per la vile aggressione subita a Torino dagli agenti di polizia Alessandro Calista, giovane pescarese in servizio al Reparto Mobile di Padova, e Francesco Rosella, poliziotto di Gioia dei Marsi». Così il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, è intervenuto dopo i gravi scontri avvenuti nel capoluogo piemontese al termine della manifestazione legata al centro sociale Askatasuna.

Ai due agenti feriti, il governatore ha rivolto «la vicinanza personale e quella dell’intera comunità abruzzese, insieme all’augurio di una pronta e completa guarigione», sottolineando come abbiano dimostrato «coraggio, professionalità e senso del dovere, onorando la divisa». Per il governatore, episodi di violenza come quelli avvenuti a Torino «sono un attacco allo Stato e non possono trovare alcuna giustificazione, né sul piano politico né su quello sociale».
«Condanno con fermezza – afferma Marsilio – anche l’atteggiamento della sinistra che, nelle ultime settimane, ha sostenuto e incoraggiato la grande manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, nonostante fosse evidente il rischio che quella piazza diventasse terreno di scontro e di violenza organizzata. La partecipazione e il sostegno politico a un corteo che ha dato spazio ad aree antagoniste, finite per trasformare la città in un teatro di guerriglia urbana con auto incendiate, barricate e decine di feriti tra le forze dell’ordine, hanno di fatto alimentato un clima di ostilità verso lo Stato e legittimato chi predica e pratica la violenza come metodo di lotta. È inaccettabile che, in nome dell’opposizione al governo, si scelga di stare dalla parte di chi aggredisce un giovane poliziotto a colpi di spranghe e martelli e mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini: chi ha promosso e coperto politicamente questa mobilitazione si assuma la responsabilità di aver fomentato una solidarietà ambigua verso ambienti che disprezzano le regole democratiche e non riconoscono l’autorità delle istituzioni.

Sulla stessa linea l’intervento di Francesco Prospero, presidente dell’Osservatorio regionale della legalità, che ha espresso «la più sincera vicinanza e solidarietà all’agente di polizia originario di Pescara rimasto ferito durante i gravi disordini». Prospero ha definito l’aggressione «un gesto vile, codardo e inaccettabile», chiarendo che «nulla ha a che vedere con il legittimo diritto di manifestare» e che si configura invece come «un attacco diretto allo Stato e alle istituzioni democratiche».
«Chi colpisce un appartenente alle forze dell’ordine colpisce la legalità e la sicurezza di tutti», ha aggiunto Prospero, ricordando che donne e uomini in divisa operano ogni giorno in contesti difficili e rischiosi per garantire ordine pubblico e tutela dei cittadini. A nome dell’Osservatorio della legalità ha infine rivolto un pensiero di sostegno all’agente ferito e alla sua famiglia, ribadendo che «la legalità non è un principio astratto, ma il fondamento della nostra società».









