Nel Vastese il 2025 e l’inizio del 2026 lasciano in eredità una lunga sequenza di furti e rapine rimasti, nella maggior parte dei casi, senza colpevoli. Tra i fatti più eclatanti figura la rapina al Centro del Vasto, uno degli episodi più gravi dell’ultimo anno, che ha destato forte allarme per le modalità e la determinazione dei responsabili. Un colpo messo a segno in pochi minuti, con una fuga rapida lasciando devastazione, auto abbandonata e altre tracce, ma non decisive per le indagini.

Accanto a quell’episodio, nel corso del 2025 si sono susseguiti furti ai danni abitazioni di bar, tabaccherie e attività commerciali, spesso concentrati in brevi archi temporali e messi a segno con modalità simili: vetrine infrante, casse svuotate, assalti mirati ai distributori automatici. Nella maggior parte dei casi i responsabili sono rimasti senza nome.
Lo stesso copione si è ripetuto nei giorni scorsi, con una nuova serie di colpi a catena tra Vasto e San Salvo: bar, distributori di carburante, tabaccherie e perfino auto finite nel mirino di gruppi entrati in azione durante la notte. Raid rapidi, condotti da più persone, con versioni discordanti sui mezzi utilizzati per la fuga e nessuna identificazione certa.
Un elemento ricorrente è la provenienza esterna di molte delle bande, spesso arrivate da fuori territorio, in particolare dalla Puglia. Una circostanza che complica ulteriormente il lavoro investigativo e contribuisce a spiegare perché molti fascicoli restino aperti senza sviluppi decisivi.
Il bilancio complessivo racconta di reati predatori seriali, che colpiscono attività economiche e cittadini, lasciando dietro di sé danni economici e un senso diffuso di insicurezza. A pesare, più dei singoli colpi, è la continuità del fenomeno e la difficoltà di arrivare a una svolta. Una scia di furti e rapine che attraversa il 2025 e si prolunga nel 2026, e che — almeno per ora — resta, nella maggior parte dei casi, senza responsabili.









