Renexia, in Sicilia si insedia il tavolo tecnico per il parco offshore tra i più grandi d’Europa

Mentre da queste parti la localizzazione dell’area di produzione continua a far discutere alimentando stucchevoli diatribe politiche, in Sicilia si iniziano a muovere i primi passi per il grande progetto offshore che l’abruzzese Renexia intende realizzare al largo delle isole di Favignana e di Marettimo. Se realizzato, sarà di uno dei siti eolici più grandi d’Europa.

I numeri del progetto della società del Gruppo Toto – diviso in quattro lotti chiamati con i nomi dei venti, Maestrale, Tramontana, Grecale e Scirocco – confermano la consistenza della sezione produttiva: 190 turbine galleggianti con altezza al mozzo di 180 metri e un diametro di ben 295 metri, per una potenza complessiva di 2,8 GW. La distanza minima dalla costa (n questo caso dell’isola di Marettimo) è di 47 km. Stando al sito ufficiale del progetto, l’inizio dei lavori è stimato per il 2028.

Ieri, i vertici Renexia, tra i quali Riccardo Toto, hanno incontrato l’amministrazione comunale di Favignana per illustrare il progetto, l’iter che sta seguendo al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e le criticità connesse. Soprattutto, è stata presa la decisione di istituire un tavolo tecnico permanente, così come aveva chiesto il consiglio comunale, coinvolgendo società, amministrazione e rappresentanti della marineria locale.

«Questo incontro rappresenta un importante passo avanti per il nostro progetto Med Wind, un progetto che vogliamo sia condiviso e inclusivo con le comunità locali – ha poi detto Riccardo Toto, direttore generale di Renexia – Vogliamo aiutare a creare posti di lavoro e a valorizzare le tradizioni dell’isola, promuovendo lo sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Crediamo fermamente che questo progetto possa essere un’opportunità per le Egadi nel rispetto del loro patrimonio unico».

Il sito di produzione dovrà trovarsi necessariamente vicino ad adeguate infrastrutture portuali, per questo si parla di una scelta che, in Abruzzo, potrebbe ricadere su Vasto o Ortona. Attualmente lo scalo di Punta Penna è già interessato dal trasporto dei componenti degli aerogeneratori.

Per quanto riguarda, invece, i progetti eolici nel Mar Adriatico, davanti alla costa vastese, dopo l’archiviazione di quello della Np Francavilla Wind [LEGGI], resta in piedi il Rospo Offshore della Small Sea Energy( alle battute iniziali al Ministero): 69 aerogeneratori (per oltre 1 GW di potenza) a circa 30 km dalla costa.

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