Ci sono nomi che non passano inosservati e riportano a galla stagioni felici. Anche perché, la 2009/2010 fu l’ultima della Pro Vasto prima di scomparire dal professionismo e anche dalla cartina geografica calcistica per due anni.
Fu una stagione, quella che vide tante rivoluzioni salendo spesso e volentieri sulle montagne russe ma, nonostante le difficoltà, quel gruppo, guidato da Pino Di Meo riuscì a conquistare la salvezza diretta. Nel cuore del gioco spiccava, per grinta ed esperienza, Vincenzo “Enzo” Bevo, che poteva vantare qualcosa come 300 presenze tra C1 e C2 insieme a tanti campionati vinti, come quello con la Turris nel 1997, proprio insieme a Di Meo, ancora in veste di calciatore.

In riva all’Adriatico, il classe ’75 napoletano, arrivò a fine novembre, sette mesi intensi che, come ha già raccontato furono intensi e indimenticabili. Le lunghe passeggiate a Vasto Marina, il bel rapporto con i tifosi e il forte legame instaurato con alcuni compagni di squadra di allora come Cacciaglia, Sassanelli (oggi preparatore dei portieri del Lecce), Avantaggiato, Cammarata e soprattutto Andrea Servi, scomparso nel 2013, a soli 29 anni a causa di una malattia incurabile.
Dopo l’esperienza vastese un altro paio d’anni in campo, poi la decisione di appendere le scarpette al chiodo continuando a restare nel mondo del calcio. Da collaboratore tecnico con Catanzaro e Nocerina, poi il salto a Verona, nel 2013 come osservatore fino al 2015. Da lì in avanti come responsabile scouting all’Arezza e i due anni in Cina, con Quanijan e soprattutto il Guangzhou (nel periodo del Covid) nello staff di Fabio Cannavaro, sempre come responsabile scouting.

Nel 2021 il ritorno in Italia, sponda Fiorentina, esperienza di un paio d’anni prima del ritorno all’Hellas Verona dove diventa capo dell’area scouting scaligera. Gira il mondo per scovare talenti da portare in Italia e, come minuziosamente raccontato da “Cronache di Spogliatoio” (uno dei Media Company più influenti e seguiti d’Italia), nel Sub20 (torneo giovanile con le 10 nazionali giovanili della Conmebol) in Colombia viene letteralmente stregato dal diciannovenne Giovane Santana do Nascimento, per tutti “Giovane”. Lo segnala subito alla dirigenza della Fiorentina che però decide di non investire i 2/3 milioni per l’acquisto del cartellino ma, quel nome continua a ronzare costantemente nei pensieri di Bevo. Che, sei mesi dopo il viaggio colombiano torna a Verona, sponda Hellas, da capo scouting, in quel mezzo anno nel frattempo l’attaccante brasiliano con il Corinthians non gioca per problemi con il rinnovo del contratto. Arriva alla naturale scadenza del contratto, il profilo viene questa volta presentato alla dirigenza veronese con grande insistenza, il direttore sportivo Sean Sogliano da l’ok e Giovane, nell’estate del 2025 arriva all’Hellas a titolo gratuito. Sei mesi in copertina con 3 gol e 4 assist in Serie A, ecco arrivare l’offerta irrinunciabile, da parte del Napoli, che nelle ultime ore ha perfezionato l’acquisto del jolly offensivo brasiliano per venti milioni di euro. Come evidenziato da “Cronache di Spogliatoio” un vero e proprio capolavoro di scouting trasformando un prospetto interessante in oro. Dall’acquisto a costo 0 alla rivendita a 20 milioni di euro, tutto in sei mesi, più che una plusvalenza una vera e propria opera d’arte economica nel mondo del calcio. Si parla tanto delle super plusvalenze degli ultimi anni firmate dall’Hellas Verona, quella di “Giovane” oggi però rimbalza ovunque, come la storia di chi ha avuto fiuto e caparbietà nel portarlo in Italia a tutti i costi. Enzo Bevo, oggi tra i migliori scouting al mondo e con un pezzettino di cuore tinto di biancorosso.













