Elezioni, centrodestra cerca candidato unitario. Lega: «Un civico la scelta migliore»

Di cosa parliamo A rigore di logica, si sarebbe dovuto votare a ottobre 2026, a cinque anni esatti dalle precedenti Comunali, che nel 2021 furono posticipate in autunno a causa della pandemia da Covid-19. Invece la data è slittata: la tornata elettorale è stata accorpata a quella successiva della primavera 2027. Il mandato di sindaci, assessori e consiglieri comunali durerà sette-otto mesi di più. A Vasto, però, è iniziato il Totocandidati.

La Lega preferisce una personalità della società civile. Forza Italia e Udc non si sbilanciano. Fratelli d’Italia non dichiara nulla. Il cantiere per cementare il centrodestra di Vasto comincia dall’impalcatura. O meglio, da un tavolo, quello che riunisce i partiti. Passa prima per loro l’accordo da trovare sul candidato sindaco per le elezioni 2027. Poi si cercherà di coinvolgere le liste civiche. Da non sottovalutare, perché sono stati proprio i movimenti e non i partiti il risultato delle divisioni della coalizione nelle precedenti quattro elezioni comunali, per complessivi vent’anni. Come nel centrosinistra [LEGGI], anche qui la strada le primarie sembrano l’ultima delle ipotesi.

Del Prete (Lega): «Meglio un civico»

Francesco Del Prete (Lega)

«Prima di arrivare alla scelta, che ora mi sembra prematura, è necessario elaborare le linee guida di un centrodestra unito e compatto», afferma Francesco Del Prete, segretario cittadino del Carroccio. «Ad oggi lo siamo, siamo in sintonia, ci siamo incontrati e chiariti. Nel giro di una o due settimane ci rivedremo. Veniamo da vent’anni di disastro del centrosinistra e lo stiamo pagando in tutti i settori, dallo sport al turismo. Pensiamo ai dati farlocchi su arrivi e presenze: mi sono informato anche in Regione e non sono quelli che l’amministrazione ha sbandierato».

Sul nome del futuro candidato sindaco, la Lega ha una preferenza: «Ne abbiamo parlato pochissimo, era prima necessario compattare il centrodestra attorno a una linea comune. A nome della Lega, mi auguro che la scelta ricada su un civico: credo sia la soluzione migliore individuare una persona seria che riesca a gestire la città. Sarà difficilissimo dopo vent’anni di danni causati dal centrosinistra».

Carlesi (FdI): «No comment»

A sinistra, Piernicola Carlesi con Tavani, Sigismondi e Prospero (FdI)

Fratelli d’Italia non esce allo scoperto: «No comment», si limita a dire Piernicola Carlesi, coordinatore locale del partito di Giorgia Meloni. A novembre, intervistato da Chiaro Quotidiano, il consigliere regionale e comunale Francesco Prospero era stato possibilista, ma solo «se il mio nome unisce» [LEGGI].

Monteodorisio (FI): «Maggioranza in ritardo»

A sinistra, Antonio Monteodorisio con Daniele D’Amario, sottosegretario alla presidenza della Regione Abruzzo (FI)

«Ci stiamo riunendo per trovare la quadra sulla scelta del candidato sindaco. Al momento il tavolo coinvolge solo i partiti, ma stiamo valutando di allargare anche alle civiche di centrodestra. Ci rivedremo nei prossimi giorni»: così Antonio Monteodorisio, coordinatore di Forza Italia, apre ai movimenti civici e4 allontana l’opzione primarie: «Sarebbe un’ipotesi percorribile nel momento in cui non si trovasse la quadra su un candidato. Qualche nome è uscito, ma non siamo ancora in una fase decisiva. I candidati non sono stati ancora decisi nemmeno nelle città che andranno al voto quest’anno, mentre a Vasto si voterà nel 2027. Piuttosto è la maggioranza di centrosinistra a essere in ritardo sulla scelta».

Ronzitti: «Primarie premature»

Incoronata Ronzitti (Udc)

«Il tavolo di coordinamento è stato istituito e c’è stato un primo incontro interlocutorio», spiega la coordinatride dell’Udc, Incoronata Ronzitti. «Ci sarebbe piaciuto allargarlo anche agli esponenti dei partiti e non solo ai coordinatori. Aspettiamo di riconvocarlo a breve. Di primarie si parla un po’ a sproposito. Fui tra i promotori quando il centrodestra le fece, ma oggi mi sembrano premature. Devono ricorrere i presupposti, cioè l’assenza di un accordo su un nome. Dal tavolo, più che i nomi, sono emerse le caratteristiche che la persona giusta deve avere. Se non dovesse emergere una figura condivisa, l’Udc potrebbe anche fare un proprio nome. Ora dobbiamo cominciare a incontrarci più spesso»

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