Violazioni delle prescrizioni, stop a un impianto che gestisce rifiuti in Val di Sangro

Un controllo congiunto dei carabinieri forestali di Villa Santa Maria e Lanciano, con il supporto dell’ispettorato provinciale del lavoro ha portato alla sospensione di un impianto di smaltimento e recupero di rifiuti pericolosi e non pericolosi nella zona industriale della Val di Sangro. L’attività era finalizzata a verificare il rispetto delle prescrizioni autorizzative ambientali, delle disposizioni del Testo Unico Ambientale e delle norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, anche alla luce di precedenti criticità riscontrate.

Al termine degli accertamenti, i carabinieri forestali hanno deferito in stato di libertà l’amministratore unico della società che gestisce l’impianto. L’imprenditore è ritenuto responsabile di aver violato la norma che sanziona l’esercizio di attività di gestione dei rifiuti in difformità dalle prescrizioni contenute nell’autorizzazione; per questo tipo di reati è prevista un’ammenda da 6mila a 52mila euro o l’arresto fino a tre anni.

Nel corso dell’ispezione sono state accertate gravi e diffuse irregolarità gestionali ed è emerso il mancato rinnovo della polizza fideiussoria, condizione essenziale per l’esercizio dell’attività di gestione dei rifiuti.
Il personale dell’ispettorato del lavoro ha riscontrato numerose violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, tra cui il mancato aggiornamento del documento di valutazione dei rischi (Dvr), l’assenza di segnaletica di sicurezza idonea, la carente manutenzione delle attrezzature di lavoro, l’omessa valutazione del rischio biologico. Per tali violazioni sono state comminate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 9.200 euro.

L’autorità competente ha inoltre disposto la diffida nei confronti della società e la contestuale sospensione dell’autorizzazione all’esercizio dell’impianto, con immediato stop all’attività di gestione dei rifiuti a causa della gravità delle infrazioni accertate, del quadro complessivo di non conformità e del potenziale rischio per l’ambiente e la sicurezza dei lavoratori. Gli impianti resteranno fermi fino all’accertamento del ripristino delle condizioni di piena conformità normativa e autorizzativa.

L’azienda non è nuova a contestazioni simili: già l’anno scorso era stata oggetto di un intervento dei carabinieri forestali dopo un incendio all’interno dell’impianto. Il rogo era stato causato dalla presenza di rifiuti depositati in aree non autorizzate, circostanza che aveva comportato la denuncia dell’amministratore e l’irrogazione di una sanzione amministrativa.

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