Si è tenuta stamattina a Roma la riunione del coordinamento nazionale Cln Group/Ma Italy con la partecipazione delle segreterie nazionali dei sindacati (Fim, Fiom, Uilm, Uglm, Fismic) . Il gruppo automotive, in Italia ha stabilimenti a Chivasso, Atessa (1 e 2), Melfi, Cassino e Rivoli, dove c’è il quartier generale.
Come evidenziato dai rappresentanti dei lavoratori dopo l’incontro, i volumi produttivi registrano una flessione del –20% rispetto al 2024 (379 unità), con impatto sul personale sul totale e, nello specifico, del 14% sui veicoli commerciali leggeri rispetto all’anno precedente. La nota positiva per l’anno 2026 riguarda l’aumento di produzione di circa 20mila furgoni.

La preoccupazione per i due siti della Val di Sangro riguardano la riduzione dei lavoratori somministrati per ovviare alla perdita dei D-pillar diretti al Messico; un ruolo decisivo spetterà della commessa del futuro Ducato. Su questo punto la direzione aziendale ha proposto una armonizzazione tra i due plant atessani per prevenire una richiesta di cassa integrazione ordinaria ed eventualmente un esubero del personale. La proposta, da discutere, è il trasferimento di circa 22 lavoratori alla Ma1 per compensare la produzione e la fuoriuscita di lavoratori interinali.
Il trasferimento «ha l’obiettivo di preservare il maggior numero possibile di posti di lavoro, saturando gli impianti e gestendo i due siti, con regime operativo previsto entro marzo». Le ripercussioni principali della perdita della commessa per il Messico potrebbe impattare fortemente sulla popolazione dei lavoratori somministrati, con riduzioni distribuite in tempi diversi e un taglio quasi totale.
«La direzione di Ma ha dichiarato di prefiggersi la continuità produttiva delle fabbriche italiane e l’intenzione di svolgere eventuali ristrutturazioni di intesa con le organizzazioni sindacali», concludono le sigle.











