Dopo un finale di 2025 da protagonista sulle testate giornalistiche d’Abruzzo e Molise, i riflettori sembrano nuovamente essersi spenti sulla “messa in sicurezza” della Statale 650 Trignina. Le ultime notizie risalgono al 13 novembre dello scorso anno, cioè all’incontro dei sei sindaci (tre abruzzesi e tre molisani a Roma) che, ad oggi, rappresenta la fine ufficiale delle illusioni sul fantomatico raddoppio che per anni ha aleggiato sul territorio.
In quell’occasione, disertata dal ministro Matteo Salvini, l’Anas ha snocciolato i dati che non giustificano l’esigenza di un raddoppio delle corsie, ma che, al contrario, riterrebbero sufficienti interventi mirati su alcuni tratti, in primis il raddrizzamento di quelli più tortuosi e la sistemazione di alcuni svincoli [QUI L’APPROFONDIMENTO]. Anche questi lavori sono da inserire nel contratto di programma con l’Anas, quindi i tempi non saranno brevi.
Se per l’adeguamento infrastrutturale, sono immaginabili tempi lunghi, tutt’altro discorso ci si aspettava sul contrasto ai comportamenti errati alla guida, in primis su velocità folli e sorpassi azzardati.
L’ultimo fuoco di paglia – o ciò che ad oggi questo sembra essere – si è acceso dopo l’ennesima giovane vittima del 12 agosto 2025. Sul fronte della velocità, nel mese di settembre, erano state prospettate soluzioni a stretto giro come l’installazione di autovelox o di apparecchi simili. Esclusi i sistemi “stile tutor” – ritenuti troppo costosi – nel mese di ottobre sono iniziate le rilevazioni da parte dell’Anas che hanno certificato velocità massime anche oltre i 180 km orari [LEGGI].

Questi dati dovrebbero essere le fondamenta sulle quali installare i dispositivi per sanzionare simili comportamenti alla guida. Ad esempio, il 1° ottobre 2025, il sindaco di Vasto, Francesco Menna e l’assessore Carlo Della Penna, annunciavano che «Sulla strada Trignina sarà adottato lo stesso modello già sperimentato con risultati positivi a Vasto sulla SS16: a breve verranno installati quattro rilevatori della velocità, strumenti fondamentali per rafforzare la prevenzione e innalzare i livelli di sicurezza per tutti gli automobilisti» oltre a evidenziare la disponibilità della polizia locale vastese per i controlli su una strada che non rientrante nel proprio territorio.

Ad oggi, sulla SS 650 non sono comparsi neanche i cosiddetti carotavelox che potrebbero avere un effetto deterrente. C’è da aggiungere, inoltre, che l’eventuale installazione di rilevatori di velocità dovrebbe avvenire dopo l’innalzamento dei limiti a 90 km orari. Dal giugno 2025, l’Anas li ha abbassati a 70, valore oltrepassato da oltre il 90% dei veicoli in transito nel periodo di rilevamento [LEGGI]. Su tale tema, qualche giorno fa, i rappresentanti del comitato ProTrignina sono stati ricevuti dalla viceprefetto Valentina Italiani.
Nell’interesse a corrente alternata sulla “Trignina”, poi ha influito l’ennesimo cambio alla guida della prefettura di Chieti, chiamata ad autorizzare tali dispositivi. L’8 gennaio scorso, si è insediata Silvana D’Agostino che ha preso il posto di Gaetano Cupello con il quale i sindaci avevano già avviato un percorso sul tema. Si attende quindi un primo incontro per far ripartire le interlocuzioni.
Nel frattempo, è tutto congelato a qualche mese fa.












Detto da Salvini al raddoppio bisognava crederci. Non correte troppo. I soldi saranno spesi per il raddoppio ferroviario Roma – Pescara.