Rigopiano, nove anni dopo: alle 16.49 il tempo si ferma ancora

Alle 16.49 di nove anni fa il tempo si fermò sotto una valanga di neve e silenzio. Oggi, a Rigopiano, quell’ora è tornata a scandire il ricordo delle 29 vite spezzate il 18 gennaio 2017, mentre la ferita resta aperta tra memoria, dolore e una giustizia ancora in cammino.

Rose bianche per le vittime della valanga

Sono state numerose, in Abruzzo, le commemorazioni per la tragedia dell’hotel Rigopiano, uno dei disastri più gravi della storia recente del Paese. Era l’alba del 18 gennaio 2017 quando i 40 ospiti e lavoratori del resort, isolati dalla neve, iniziarono a chiedere aiuto. Alle 16.49, dal monte Siella, una valanga si staccò e travolse l’albergo: 29 persone morirono, 11 furono estratte vive dopo giorni di scavi.

A distanza di nove anni, i familiari delle vittime si sono ritrovati ancora una volta davanti al totem che ricorda l’hotel, con le fotografie dei loro cari incorniciate sotto la scritta Mai più. Come ogni anniversario, il rito del ricordo si è snodato in più momenti: la fiaccolata delle 15, l’alzabandiera, la messa, la deposizione delle 29 rose bianche nel luogo in cui sorgeva il resort distrutto dalla valanga.

Alle 16.49, l’ora esatta della tragedia, il silenzio è stato rotto dalle note del Signore delle Cime, intonato dal Coro Pacini di Atri, seguito dal rilascio di 29 palloncini, uno per ciascuna vittima. Ogni nome scritto su un palloncino.

Sul piano giudiziario, la vicenda non è ancora chiusa. È in corso a Perugia il processo d’appello bis. Il procuratore generale Paolo Barlucchi ha chiesto condanne per sei funzionari regionali, per l’ex sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, per il tecnico comunale Colangeli e per gli ex dirigenti della Provincia D’Incecco e Di Blasio, ipotizzando anche il raddoppio dei termini di prescrizione per i reati plurimi. Sulle richieste dovrà pronunciarsi la Corte nell’Appello bis.

Il 2026 potrebbe rappresentare un anno decisivo, chiamato a segnare la conclusione di una lunga e complessa vicenda giudiziaria che continua a intrecciarsi con il dolore delle famiglie e con la necessità, più volte ribadita, che tragedie come quella di Rigopiano non si ripetano mai più.

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