Conflitti con i boschi e alterazioni ambientali: “rimandati” i progetti eolici di Tufillo e Fresa

Impianti all’interno di boschi, vicinanza a beni culturali e centri storici, documentazione carente su più fronti e monitoraggi da estendere. Con queste ragioni il comitato Via della Regione ha rinviato a Valutazione d’impatto ambientale i due progetti eolici gemelli riguardanti Fresagrandinaria e Tufillo presentati nell’ottobre 2025 da due società nate ad hoc (la Fresagrandinara Wind srl e la Tufillo Wind srl).
Le torri eoliche previste sono 8, divise equamente tra i due paesi per una potenza complessiva di 57,6 MW (quindi, 28,8 MW per progetto).

Ieri, i documenti dei due progetti e le relative osservazioni depositate nei mesi scorsi sono stati discussi in Regione e oggi il comitato ha pubblicato i due giudizi.

Fresagrandinaria

In entrambi i progetti i tecnici regionali sollevano dubbi sul posizionamento di alcuni aerogeneratori che, diversamente da quanto dichiarato nella documentazione, sorgerebbero a ridosso – o all’interno – di aree boscate. Nel caso del progetto fresano, sono le torri 3 e 4 che, da una verifica delle immagini satellitari, «sembrerebbero ricadere in corrispondenza di aeree boscate e a uliveto».
Un tema, quello dei conflitti con i boschi, che si sta rilevando particolarmente spinoso in numerosi casi (Carpineto Sinello, Liscia, Schiavi di Abruzzo per citarne alcuni). Per questo la Regione richiama la normativa che identifica le aree boscate come «aree non idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili» sottolineando che «il proponente non ha effettuato un puntuale confronto con tutti i criteri di idoneità».

Qui è possibile vedere la vicinanza delle torri 3 e 4 ad aree boscate

Tra le altre criticità ci sono la vicinanza alle Iba (Important Birds Areas), cioè alle aree importanti per la conservazione di specie faunistiche, in particolar modo gli uccelli (tra i vari siti si menziona la “grotta di Eduardo”), la mancanza di chiarezza sulle alterazioni ambientali provocate dai lavori di adeguamento delle strade per il trasporto dei grandi impianti, la vicinanza di edifici a 250/300 metri dagli aerogeneratori, il livello critico di rumore notturno e un’analisi faunistica che «potrebbe essere sottostimata rispetto ad alcune specie di interesse conservazionistico» le zone speciali di conservazione “Monte Sorbo” e “Gessi di Lentella”; per questo si richiama la necessità di estendere ad almeno un anno il monitoraggio faunistico.

Tufillo

I conflitti con la vegetazione riguardano anche gli impianti tufillesi. In questo caso la criticità è maggiore dal momento che interessa tutte e quattro le torri eoliche i cui siti sono caratterizzati da boschi di querce, aceri e frassini e uliveti.

Alla riunione sul questo progetto hanno preso parte anche i sindaci di Tufillo, Ernano Marcovecchio, e di Palmoli, Giuseppe Masciulli. Quest’ultimo ha evidenziato che «tutte le torri sono posizionate a meno di 3 km dai beni cultuali, in contrasto con la legge regionale di individuazione delle aree idonee (convento “Sacra Famiglia” di Palmoli, chiesa S. Giusta di Tufillo, chiesa parrocchiale di Dogliola, castello di Palmoli); che le pale sul versante del Trigno ricadono in area Iba e che l’impianto, con l’elettrodotto, interessa terreni gravati da uso civico del comune di Dogliola, che non è stato coinvolto nel procedimento».

Per entrambi i giudizi è stato preso in considerazione il parere della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le Province di Chieti e Pescara che ha sottolineato la presenza di numerosi centri storici all’interno dell’area interferita». Anche per il progetto tufillese, infine, decisivo nel giudizio l’assenza di chiarimenti sulle alterazioni ambientali causate dai lavori alle strade.

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