Emergenza finita
Rientra la protesta dopo l’arrivo dei rinforzi del Gir, gruppo d’intervento regionale della polizia penitenziaria. Nel pomeriggio torna la calma. Sul posto si è portato anche il 118. In base alle informazioni che trapelano, non ci sarebbero feriti. I sanitari hanno visitato gli internati che si sono resi protagonisti della protesta contro il sovraffollamento carcerario e dopo le due morti naturali avvenute il 3 e l’8 gennaio. Ieri era stato aggredito un agente, che era stato poi medicato al Pronto soccorso dell’ospedale di Vasto.
Aggiornamento
Un gruppo di detenuti si sarebbe barricato nel corridoio di un reparto del carcere, rifiuntandosi di rientrare nelle celle e compiendo atti di danneggiamento. Tra questi ci sarebbe anche un internato che ieri ha aggredito un agente di polizia peniteziaria, per cui si sono rese necessarie le cure dei medici dell’ospedale San Pio. In arrivo anche i rinforzi del Gir, gruppo d’intervento regionale. Stanotte, in base a quanto appreso dal Tg3 Abruzzo, un detenuto è morto per cause naturali. Si tratta del secondo decesso in pochi giorni, il precedente è del 3 gennaio.
La prima notizia
A dare man forte alla polizia penitenziaria oggi sono arrivati i rinforzi. Presenza di forze dell’ordine davanti al carcere di Vasto. Carabinieri, poliziotti, finanzieri e polizia locale nel piazzale antistante il penitenziario di contrada Torre Sinello dove, stando alle prime informazioni, stamani si è reso necessario ripristinare l’ordine tra gli internati, che hanno inscenato una protesta. A farne le spese sarebbero stati, come al solito, gli agenti di polizia penitenziaria, già più volte aggrediti, anche nelle scorse settimane. Come previsto dai protocolli di sicurezza, carabinieri, poliziotti e Fiamme gialle rimangono a presidiare il perimetro esterno dell’istituto di pena, pronte a intervenire in caso di fuga o di aggravamento della situazione. All’interno possono intervenire solo su eventuale richiesta della direzione del carcere. La struttura di Torre Sinello è una casa lavoro per internati socialmente pericolosi con annessa sezione circondariale. I sindacati di polizia penitenziaria da anni denunciano gravi carenze di personale che mettono a rischio la sicurezza degli agenti.
In aggiornamento












