A distanza di quasi un anno un tunisino residente a Sulmona torna ancora “protagonista” in fatti di cronaca. Il 5 gennaio del 2025 un episodio lo vide coinvolto con un gruppo di tifosi della Pro Vasto accusati, e poi condannati, per aggressione a sfondo razziale. Tesi smentita, con fermezza, all’indomani dalla condanna dall’avvocato vastese Cieri che difende alcuni tifosi (leggi).
Dodici mesi dopo il trentenne originario della Tunisia, ma da anni in Italia, è di nuovo balzato all’onore delle cronache regionali per un altro fatto di cronaca. Secondo quanto riportato dal collega Domenico Verligineri (reteabruzzo.com) una cinquantenne ovidiana avrebbe presentato un esposto alle forze dell’ordine denunciando maltrattamenti subiti dal tunisino che aveva accolto nella propria abitazione.

Dal gesto generoso di accoglierlo nella propria casa, proprio nelle settimane successive all’episodio con i tifosi vastesi, è nato un rapporto tossico in casa con la vittima che, alle forze dell’ordine, ha raccontato di continue aggressioni fisiche e verbali, anche ai danni del figlio minorenne della donna.
La paura di essere uccisa l’ha spinta a richiedere l’aiuto delle forze dell’ordine già prima di Natale ma, nei primi giorni del nuovo anno, dopo altre aggressioni e umiliazioni la donna, ormai esasperata, anche con l’appoggio dei vicini di casa ha chiesto di nuovo l’intervento delle forze dell’ordine. Il giovane è stato trovato in forte stato di alterazione e affidato alle cure dei medici del 118. Dopo il primo passaggio con l’esposto già presentato nelle prossime ore la donna ha già annunciato di voler procedere con la denuncia per cercare di difendere la sua incolumità e quella del figlio dalle aggressioni del trentenne tunisino.











