Profondo rosso Stellantis: nel 2025 segno “più” solo a Mirafiori, Atessa -13,5%

Al 31 dicembre la produzione 2025 della Stellantis di Atessa si è attestata sulle 166mila unità facendo registrare un calo del -13,5%. Lo si apprende dal report annuale della Fim Cisl sugli stabilimenti italiani del gruppo.

Un anno, quello passato da poco, in rosso per quasi tutti gli stabilimenti “Produzioni finali” d’Italia del gruppo che si traduce in un massiccio uso degli ammortizzatori sociali. A far registrare il segno “più”, infatti, è solo il Polo produttivo torinese (Mirafiori) con 30.202 auto prodotte rispetto alle 25.920 del 2024, pari a un incremento del 16,5%, numeri comunque ancora lontani dal 2023 (85.940 unità).
A livello complessivo, la produzione è scesa sotto quota 380mila (-20,1%) con il settore auto che fa segnare il -24,5% ( 213.706 unità prodotte rispetto 283.090 dell’anno precedente).

Tornando allo stabilimento abruzzese – sul quale era già emerso qualche dato a fine anno – il calo ha fattore registrare la media giornaliera di 700 lavoratori per i quali sono stati applicati gli ammortizzatori sociali. I contratti di solidarietà sono stati prorogati fino al luglio 2026.
«Si registrano – scrive la Fim Cisl – tuttavia segnali di una possibile ripresa produttiva, in particolare a partire dai cabinati, che, se confermati, potrebbero consentire allo stabilimento, nei primi mesi dell’anno, una parziale riattivazione del terzo turno, con un incremento della produzione giornaliera di circa 180 veicoli». «La produzione italiana di veicoli commerciali deve essere costantemente tutelata, consolidata e rafforzata, anche attraverso l’introduzione di nuove tecnologie innovative e ulteriori investimenti, al fine di garantire continuità produttiva e prospettive di sviluppo allo stabilimento e al suo indotto, anche sul piano occupazionale. In questo contesto, la stabilizzazione di 114 lavoratori, dopo anni di somministrazione, rappresenta un primo segnale concreto e positivo di ricambio generazionale».

A preoccupare è anche il versante molisano con la sospensione dell’investimento che avrebbe dovuto portare la gigafactory – la fabbrica per la realizzazione delle batterie per auto elettriche – a Termoli. «Nel 2025 Stellantis e Acc avrebbero dovuto sciogliere le riserve, ma a oggi non abbiamo ricevuto alcun riscontro, e temiamo uno stop definitivo – Per questo motivo abbiamo chiesto con urgenza un incontro al Ministero. La rinuncia all’investimento significa negare una prospettiva industriale e mettere a rischio occupazionale i circa 1.800 lavoratori diretti dello stabilimento e il tessuto produttivo del territorio molisano.

Nello stabilimento molisano restano oggi solo le linee dei motori a benzina Gse in versione 1.0 e 1.5, il Gme ed il V6. «Abbiamo chiesto a Stellantis – continua il sindacato – di garantire la continuità produttiva collocando i motori esistenti anche su altri modelli del gruppo, con piattaforme piccole e medie, che sono in fase di aggiornamento con motori ibridi. L’assegnazione a Termoli nel primo semestre 2026 del nuovo cambio Edct, con una produzione di circa 300mila pezzi e l’impiego stimato tra i 250 e i 300 lavoratori, è un primo segnale ma non sufficiente a compensare la perdita dello storico motore Fire»

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