È quella pugliese la pista prediletta dagli investigatori che indagano sul colpo da oltre 400mila euro in A14. Il blindato della ditta Aquila è stato sventrato dalle cariche esplosive mentre dentro erano ancora presenti i due vigilantes in servizio che, fortunatamente, non hanno riportato danni.
La tecnica è quella già vista in altri numerosi episodi: il commando, a bordo di auto di grossa cilindrata, ha affiancato il blindato fermandolo a colpi di kalashnikov, un’azione simile è stata compiuta con il camion del Conad, messo di traverso per bloccare il traffico. Il portavalori della società Aquila – che si trovava nel tratto da Ortona e Francavilla, in direzione Nord, in viaggio verso le Marche – è stato quindi aperto con l’esplosivo.
Una volta preso il bottino, come da copione, le auto si sono allontanate a gran velocità lasciandosi dietro numerosi chiodi per evitare di essere inseguiti. Poi, qualche km più avanti, due veicoli sono stati dati alle fiamme sulla corsia d’emergenza, un altro è stato riempito di schiuma di estintore: accortezze che servono a cancellare eventuali tracce. Anche in questo caso il modus operandi ricorda altri colpi, come quello del dicembre 2012 avvenuto nel tratto vastese: furgone assaltato all’altezza di Sant’Antonio Abate e auto incendiate davanti al villaggio Siv con i rapinatori fuggiti a piedi dall’A14 e costretti (i complici per un imprevisto non erano lì ad aspettarli) a fermare il traffico sulla Provinciale per requisire due auto per la fuga fino a San Salvo dove si trovava, nascosto in un garage, un furgone.

Come detto, le indagini portate avanti dal pubblico ministero Giancarlo Ciani guardano alla Puglia, regione dalla quale sono partite numerose spedizioni simili in tutta Italia. Le precedenti esperienze insegnano che per un colpo simile vengono impiegate fino a oltre dieci persone. Certo è che la società ortonese si conferma tra le principali prese di mira. Solo guardando ai precedenti abruzzesi, la ditta è stata già vittima di altri colpi, tra i quali il citato assalto del 2012 (che portò a 9 arresti), una rapina da 120mila euro nel 2019 a Spoltore e un assalto sventato dalla polizia nel 2023 sempre sull’A14 (tra Pescara Ovest e Pescara Nord, LEGGI).











