«Abbandono delle aree interne e criticità per i lavoratori», scatta lo sciopero del trasporto pubblico

Le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal hanno proclamato lo sciopero regionale di tutto il settore del trasporto pubblico òocale (Tpl) per giovedi 8 gennaio. La decisione nasce dalla «profonda preoccupazione per le politiche di gestione della mobilità in Abruzzo e per il futuro dei lavoratori del comparto per una serie di questioni cruciali che allo stato attuale non trovano soluzione ne considerazione da parte della politica della Regione nonostante il settore rappresenti la seconda voce di bilancio regionale e il comparto garantisca il diritto costituzionale alla mobilità come definito nell’art. 16 della Costituzione Repubblicana Italiana», spiegano le segreterie sindacali.

Al centro della vertenza ci sono quattro criticità principali. Innanzitutto, l’affidamento e le gare per il Tpl regionale in vista, nei prossimi due anni, delle gare e i rinnovi “in house”: «Siamo preoccupati per la mancanza di ogni discussione nell’alveo della preventiva concertazione di un evento che potrebbe ridefinire gli asset di una intera regione in materia di trasporto pubblico locale e, nonostante l’avvicinarsi della data di rinnovo, allo stato attuale nulla è stato posto in essere per fornire garanzie alle società interessate e alle parti sociali. Da considerarsi non più rinviabile il confronto visto che i contratti di servizio delle società private scadono nel corso dell’anno 2026 e quello di tua nel 2027».

Poi c’è il tema della sicurezza: «Le organizzazioni sindacali regionali hanno più volte richiamato l’attenzione delle istituzioni sulla crescente insicurezza per lavoratrici, lavoratori e utenti, segnalando la necessità di misure strutturali quali telecamere e sistemi di videosorveglianza, presenza delle forze dell’ordine sulle linee più a rischio e formazione specifica del personale. Iniziative sporadiche di alcune aziende rappresentano risposte ancora parziali e insufficienti rispetto alla dimensione del problema, e non colmano la totale assenza di un piano regionale organico di prevenzione e sicurezza per il trasporto pubblico locale. L’assenza di provvedimenti regionali specifici lascia lavoratori e utenti in balia degli aggressori, creando un clima di tensione e insicurezza».

I sindacati inoltre pongono l’attenzione sull’abbandono delle aree interne: «Si contesta alla politica regionale una visione limitata e priva di prospettive, che sta penalizzando i collegamenti nei territori più fragili della regione ove andrebbe incentivato per evi-tare spopolamenti e per compensare l’accentramento dei presidi sanitari».

Sulla Tua e le società partecipate, le segreterie sindacali aggiungono: «Esempio emblematico il mancato controllo su Tua, nonostante le reiterate e articolate istanze inviate, che sta sconfessando anche la funzione sociale dell’affidamen-to In House: la società pubblica nonostante un contratto di servizio di 82 milioni di euro per 10 anni sub-affida a sua volta a piccoli privati (molti di fuori regione) i servizi di linea facendo la cresta sulla contribuzione regionale: destrutturando, parcellizzando e sven-dendo la qualità e garanzia dei servizi nelle aree interne definendo “marginali” anche linee con oltre 40 abbonamenti annuali».

«La divisione ferroviaria è di nuovo in crisi: di nuovo carenza di personale viaggiante e nono-stante l’acquisto dei nuovi treni, la cui lunghezza supera quella dell’officina, si prevedono problemi per le manutenzioni del parco rotabile».

Lente d’ingrandimento anche sulla partecipata Cerella, operante sul territorio vastese, «che vanta un credito regionale rilevante. Su tale questione, la politica non ha mai fornito risposte concrete e la società madre non ha mai dimostrato un reale interesse ad affrontarla, eludendo sistematicamente il problema e mettendo la partecipata a serio rischio di insolvenza. Ciò nonostante la Tua palesa l’intenzione di disdire gli accordi integrativi per reperire risorse economiche preannunciando la disdetta del Contratto di secondo livello». Una scelta giudicata «gravissima» dai sindacati, poiché intende “fare cassa” «gravando esclusivamente sulle spalle e sui salari dei lavoratori dopo aver ignorato da sempre proposte concrete di recuperi strutturali e che va nella direzione opposta rispetto a quando proprio l’assessorato trasporti di regione Abruzzo ha inserito sui Contratti di servizio delle aziende private un Incremento del 5% sul costo del personale per favorire accordi di secondo livello proprio a valle di un confronto con le organizzazioni sindacali».

«La mobilitazione proseguirà fino a quando non verranno fornite risposte concrete sul mantenimento dei diritti acquisiti, sulla salvaguardia dei livelli occupazionali, e su un piano di investimenti serio che non lasci indietro nessuna zona della regione Chiediamo pertanto alla politica di assumersi l’onere di tutelare migliaia di lavoratori del settore non più attrattivo e l’utenza attraverso azioni concrete e concertate tra tutti gli attori portatori di interesse: occorre un confronto serio e responsabile a tutela del futuro del trasporto pubblico locale».

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