A14 più cara dal 1° gennaio, Cna: «Oltre al danno, la beffa»

Dopo il danno la beffa. Non si fanno attendere le reazioni ai rincari dei pedaggi sulle autostrade scattate ieri 1° gennaio. Per l’A14 l’aumento è dell’1,5% delle tariffe in vigore fino al 31 dicembre scorso. Da anni gli utenti dell’infrastruttura sono alle prese con tempi di percorrenza lievitati a causa dei numerosi cantieri a rilento presenti, ora dovranno sborsare anche di più.
«Dopo il danno provocato da lavori interminabili, adesso a imprese e cittadini tocca subire anche la beffa dei rincari». È il commento del presidente regionale della Cna Abruzzo e vicepresidente nazionale, Bernardo Sofia.

«Il provvedimento deciso dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti – prosegue – è stato applicato in modo burocratico, non tenendo in alcun conto l’impatto che ciò produce sugli utenti che utilizzano il sistema autostradale non occasionalmente, ma per svolgere la propria attività lavorativa. Utenti che, soprattutto lungo la tratta tra Abruzzo e Marche della A14, si trovano a sopportare da anni disagi, rischi per la sicurezza e ritardi in ragione del protrarsi di lavori di manutenzione straordinaria di cui non si intravvede il termine. E mentre i rincari hanno un impatto certo e quotidiano sui conti delle aziende di trasporto di merci e persone, i ristori legati ai ritardi provocati sui tempi di percorrenza dai cantieri hanno invece modalità di applicazione complesse e farraginose. Con il rischio concreto, nella sostanza, di vanificare il tutto.  Oltretutto, non vorrei si dimenticasse anche il fatto che le imprese dell’autotrasporto si trovano a fare i conti anche con l’aumento delle accise sul gasolio decise dal governo, completando un quadro di crescita dei costi da sostenere».

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