Di cosa parliamo – La commissione consiliare Assetto del territorio ha licenziato ieri la bozza del nuovo Piano demaniale marittimo comunale. Il documento, se approvato dal Consiglio comunale, (servirà una doppia votazione intervallata da almeno 60 giorni per consentire ai cittadini di presentare le osservazioni), modificherà profondamente le norme sulle concessioni balneari. La relazione tecnico-illustrativa evidenzia problemi cronici.
VASTO – Sul litorale vastese permangono di criticità consolidate che ne frenano lo sviluppo turistico. Lo evidenzia dalla bozza del Piano demaniale marittimo, redatta dall’architetto Carlo Gaspari, che mette in luce annosi limiti.
Il professionista incaricato dal Comune rileva offerte turistiche che continuano a essere poco diversificate: interventi pubblici e privati finora non hanno valorizzato il litorale né creato nuove attrazioni, sia per i turisti locali sia per quelli provenienti da altre regioni. Il Piano sottolinea l’urgenza di una strategia generale, che introduca servizi nuovi e differenziati in base ai periodi dell’anno.
Secondo Gaspari, «la riqualificazione della spiaggia non può avvenire facendo riferimento alle singole concessioni», ma richiede una strategia unitaria che punti a servizi nuovi e differenziati, capaci di allungare e destagionalizzare. Oggi la maggior parte degli stabilimenti è costruita con «strutture pesanti e non rimovibili» che, in base alle valutazioni contenute nel documento urbanistico che proprio ieri ha ricevuto il primo sì dalla commissione Assetto del territorio, vanno sostituite con materiali leggeri ed ecocompatibili: «La gestione della spiaggia ha obbedito al solo criterio di aumento quantitativo», scrive l’autore, sottolineando la necessità di un cambio di rotta condiviso con gli imprenditori balneari.
Sul fronte ambientale, l’arenile arretra. «Tra le cause maggiori, oltre all’innalzamento delle maree, ci sono: la riduzione dei flussi idrici dei fiumi che non sono in grado di trasportare al mare i sedimenti sabbiosi a causa delle diminuzione della portata liquida» e «l’urbanizzazione del fronte mare con l’occupazione di parte dell’arenile e delle dune».











