Da voce ascoltata chissà dove a notizia priva di fondamento che, come ormai da copione, rimbalza sui social elevandosi a verità nascosta dal “sistema”. Parliamo della delicata situazione della famiglia Trevallion-Birmingham ormai da settimane quotidianamente sulle principali testate nazionali. Da giovedì scorso, giorno del collocamento dei figli e della mamma Catherine in una struttura protetta per gli effetti dell’ordinanza del tribunale per i minorenni dell’Aquila, la risonanza della vicenda ha fatto registrare un’impennata vertiginosa dando adito a ricostruzioni parziali, inesattezze e senzazionalismi.

Tra le versioni da catalogare sotto la voce “bufale” c’è quella del legame tra quanto sta accadendo e la localizzazione nella stessa area di uno dei tanti progetti eolici che stanno interessando il Vastese. È davvero difficile risalire all’origine di questa fake news partita molto probabilmente sui social e trasferitasi, nel giro di qualche giorno, su quei giornali che dovrebbero essere tenuti al controllo della veridicità di ciò che pubblicano (ancora di più in virtù della vasta eco di ogni contenuto sull’argomento).
La presunta correlazione tra eolico e vicenda famigliare ha iniziato a circolare da qualche giorno, rilanciata anche da numerosi e seguiti account social. Tra questi, il 23 novembre, l’ex europarlamentare, eletta da indipendente nella Lega, Francesca Donato, che su X come “prova” esibisce un vecchio articolo de Il Centro sul progetto scrivendo «Spunta un’altra verità: il bosco di Palmoli dove si trova il casolare della famiglia Trevallion fa parte di un’area oggetto di un progetto per la realizzazione di un parco eolico. Ovviamente, la presenza di residenti ostacola il piano». Un post, questo, con oltre 46mila visualizzazioni e rilanciato da altri 1.376 utenti.

Ad alimentare la suggestione – finora assente in questo territorio sottoposto a una vera e propria pioggia di progetti eolici e fotovoltaici – elevandola al rango di “notizia” è il Giornale d’Italia con l’articolo del 24 novembre (quando ormai i post dei social erano diventati già virali) intitolato Famiglia nel bosco di Palmoli a Chieti, nel 2024 il progetto per costruzione di un “parco eolico”: 11 torri da 180m con pale da 6MW ciascuna. Nell’articolo si fa riferimento al progetto Parco eolico Abruzzo (di cui parliamo meglio in chiusura di articolo, nda) ed è interessante leggere la fonte di questa “notizia”.
Scrive il giornalista: «In un articolo della stampa locale viene riportata la voce, molto diffusa sul territorio, secondo cui la casa della famiglia del bosco sorgerebbe in un’area coinvolta dal progetto eolico e che i genitori si sarebbero rifiutati di venderla. Il giornalista che cita l’ipotesi afferma di non ritenerla credibile, ma il solo fatto che compaia sulle pagine dei quotidiani conferma quanto la voce sia radicata. Non esistono prove che colleghino direttamente la vicenda familiare al progetto energetico, ma la coincidenza territoriale alimenta inevitabili interrogativi».
In soldoni: non esistono prove, non vengono citati né la testata, né il giornalista che avrebbero riportato per primi «la voce molto diffusa» (che tale non è), non c’è la coincidenza territoriale, ma per il solo fatto che esisterebbe tale insinuazione (un’esistenza tutta da provare) e che Palmoli sia interessata da progetti eolici basta per lanciare in pasto all’opinione pubblica una nuova versione alimentando disinformazione e ricostruzioni fantasiose.
Eolico e Palmoli, qual è la situazione?
Il progetto citato è stato presentato al ministero dell’Ambiente e della sicurezza economica il 28 novembre 2023 (e non nel 2024) ed è ancora in fase di valutazione. Sono previste 11 torri eoliche, delle quali due in territorio di Palmoli: la più vicina di quelle palmolesi si trova a oltre 8 km dall’abitazione della famiglia Trevallion-Birmingham (altro che «coincidenza territoriale»). La distanza scende a circa 3 km se si prende in esame la torre eolica più vicina, in territorio di Tufillo.

Nessuno degli altri progetti presentati – e parliamo di ben 71 aerogeneratori e 16 comuni interessati – prevede impianti più vicini all’abitazione. Tra l’altro, la normativa indica una distanza minima da rispettare tra i grandi impianti eolici e le case sparse di qualche centinaio di metri, ben al di sotto dei 3 km citati.
Da anni, la comunità di neoresidenti che si è stabilita tra Palmoli, Tufillo, San Buono ecc. contribuisce significativamente con le proprie osservazioni alla battaglia dei sindaci contro la colonizzazione eolica del Vastese: rilievi protocollati, dettagliati dal punto di vista tecnico e non basati sulla disinformazione a uso e consumo dei social come in quest’ultimo caso.













Ammazza, quante chiacchiere. Il fiato usatelo per far girare le pal.e eoliche.