Sanità, piano di rientro da 157 milioni. Ugl: «Risanamento a scapito di famiglie e personale»

Non abbassare i livelli qualitativi dei servizi sanitari in Abruzzo. Lo chiede l’Ugl dopo che la giunta regionale ha approvato il piano di rientro dal disavanzo da 157 milioni di euro.

L’ospedale di Pescara

Il segretario regionale Ugl Abruzzo, Carlo Pentola, e il segretario regionale Ugl Salute Abruzzo, Stefano Matteucci, sottolineano che, «se da un lato è comprensibile la necessità di affrontare il pesante deficit accumulato dal sistema sanitario abruzzese, dall’altro non è accettabile che il risanamento contabile si traduca in un inevitabile peggioramento delle condizioni di cura, di assistenza e di lavoro. Le misure annunciate – taglio del 2% ai costi operativi delle Asl, (già in atto) risparmi su farmaci e dispositivi medici, (Nonostante la Ugl sia stata grande fautore della centrale unica di committenza, che ad oggi però non ottempera a pieno) , riduzione delle risorse destinate a medici di famiglia e pediatri – incidono direttamente sull’organizzazione dei servizi e, di conseguenza, sulla qualità dell’assistenza offerta ai cittadini, nonché alle mascherate continue esternalizzazioni dei servizi nonostante le linee guida del dipartimento abbiamo chiaramente stabilitone l’internalizzazione a discapito delle assunzioni di personale sanitario.  Il rischio concreto, spiegano Pentola e Matteucci, è che si generino liste d’attesa più lunghe, minore accesso alle prestazioni, maggiore pressione sul personale sanitario già oggi sovraccarico. Ugl Abruzzo e Ugl Salute chiedono, trasparenza e partecipazione: chiarezza sui numeri, perché oggi assistiamo a una contraddizione tra i dati ufficiali diffusi da diverse figure politiche e le rassicurazioni della Giunta; trasparenza sulle scelte operative, che devono essere spiegate non solo nei tavoli tecnici ma anche ai cittadini e alle parti sociali; partecipazione, perché il sindacato non può essere messo di fronte a decisioni già prese, ma deve essere coinvolto nella definizione di soluzioni che garantiscano tanto la sostenibilità dei conti quanto la tutela dei lavoratori e dei pazienti».

«Saremo molto attenti e presenti in ogni passaggio di questo percorso – affermano Pentola e Matteucci – con un duplice obiettivo: difendere i livelli essenziali di assistenza per i cittadini e salvaguardare le condizioni di lavoro di medici, infermieri, tecnici e operatori sanitari, senza i quali nessun piano di rientro può reggere. In un settore tanto delicato non servono promesse, ma atti concreti di responsabilità e di equità, che non scarichino i costi del risanamento esclusivamente sulle famiglie e sul personale».

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