Effetto cumulo e altre criticità, il progetto eolico “Schiavi 2” rinviato a procedura Via

Il progetto eolico Schiavi 2 dovrà affrontare la procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale. Lo ha deciso ieri il Comitato Via dopo un primo esame della documentazione e delle osservazioni presentate da associazioni, enti, comitati e cittadini. Si trattava della prima seduta per uno dei tanti progetti energetici riguardanti il Vastese. È stato presentato dalla Edison Rinnovabili a inizio anno e consiste in 6 torri eoliche per una potenza complessiva di 27 MW.

Numerose le criticità evidenziate dal comitato, alcune delle quali già al centro delle osservazioni del Centro italico Safinim come la presenza di un uliveto sovrapposto a una delle piazzole previste per le turbine, la mancanza di dati sul rilievo floristico, e la vicinanza di abitazioni a meno di 500 metri dagli aerogeneratori. Questi aspetti, insieme alla necessità di valutare l’impatto acustico e le possibili interferenze con aree di particolare valore ecologico.

Il comitato contesta anche la durata limitata degli studi condotti dalla società come quello riguardante l’avifauna che, inoltre, non valuta i rischi di collisione con gli impianti. Da rivedere anche la valutazione dell’impatto acustico e il quadro delle strade esistenti che saranno usate e i lavori di adeguamento necessari.
Inoltre, il comitato evidenzia la necessità di valutare altri aspetti fondamentali, in primis quell’effetto cumulo – con gli impianti già esistenti e autorizzati – che i sindaci del territorio da tempo evidenziano dopo l’affollamento progettuale verificatosi sul Vastese.

Inoltre vanno approfondiiti: «fattibilità dell’intervento ai sensi delle vigenti NdA del Piano Stralcio di Bacino per l’Assetto Idrogeologico del fiume Trigno; impatti sulla fauna; impatti sulla viabilità locale in fase di cantiere; impatto acustico.

«Il rinvio a procedura di Via è un passo fondamentale per garantire che il progetto venga esaminato in modo esaustivo, tenendo conto di tutti gli aspetti ambientali e sociali – commenta Antonio Di Pasquale, tra coloro che hanno presentato osservazioni – La normativa vigente richiede che i progetti di questa portata siano valutati non solo per i loro benefici economici, ma anche per i potenziali impatti negativi che possono avere sul territorio e sulle comunità locali. Il rinvio rappresenta una vittoria per tutti coloro che si sono mobilitati per difendere il territorio da forme di speculazione che, spesso, non tengono conto delle reali esigenze delle comunità locali. L’impegno dell’associazione Centro italico Safinim e di altri gruppi è stato fondamentale per portare alla luce le criticità del progetto e per richiedere una valutazione più attenta e rigorosa. Il rinvio è un invito a riflettere su come vogliamo costruire il nostro futuro energetico, tenendo sempre presente il rispetto per l’ambiente e per le comunità che lo abitano».

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