Sono passati 18 anni dall’inizio dei lavori e, finalmente, il nuovo teatro di San Salvo vedrà a breve la luce. È in dirittura di arrivo il completamento della grande struttura destinata alla musica e alla cultura iniziata dall’amministrazione di Gabriele Marchese e rimasta ferma per lungo tempo. La previsione è di tagliare il nastro tra la fine del mese di maggio e l’inizio di giugno, nel frattempo la giunta comunale ha dato il via alle procedure per affidarlo in gestione, nodo principale del futuro del teatro, considerati i costi stimati all’epoca (350mila euro annui).


I punti di forza non mancano, il progetto dell’architetto Enzo Calabrese era innovativo già all’epoca e tale resta, a partire dalla capienza modulabile così come l’area di scena che potrà essere adeguata alle esigenze del momento, caratteristiche uniche in zona. Tra le sedute retrattili fisse e quelle mobili si raggiungeranno i cinquecento posti a sedere complessivi che la rendono una delle strutture più capienti del territorio: a Vasto gli spazi al chiuso più grandi sono quelli del Politeama “Ruzzi”, con un numero simile di cui effettivamente fruibili circa 470, e la Sala 1 del cinema “Corso” da poco più di 300 posti a sedere.
Oltre alla centralità che potrà avere la grande sala registrazione, al di sotto degli spazi principali, la struttura si candida a piazza al chiuso in grado di ospitare anche concerti ed eventi solitamente proposti in aree esterne.
Le tappe che, potenzialmente, potranno portare San Salvo a riposizionarsi nella scena culturale abruzzese sono tre. La prima è quella del 2007, l’inizio lavori grazie a 3,5 milioni di euro che l’amministrazione Marchese ottenne dalla vendita dei terreni di Bosco Motticce.
La seconda è nel 2015, quando, il Comune, durante il primo mandato di Tiziana Magnacca, sistemò l’area esterna, per lungo tempo luogo di degrado e abbandono. Grazie anche alla scelta di chiudere il tratto finale di via Cesare Battisti, è stato creato il collegamento pedonale tra la villa comunale e il distretto culturale, formato da centro “Aldo Moro” e teatro, progettato dall’architetto Davide Longhi e inaugurato il 24 dicembre di quell’anno.
A fine 2022, con l’amministrazione di Emanuela De Nicolis insediatasi da qualche mese, quindi, la svolta decisiva con l’aggiudicazione di 2 milioni di euro dal Pnrr e il successivo affidamento dei lavori per 1,4 milioni alla Edil Domus di Roccaraso, ditta che ha nel curriculum il restauro di importanti strutture culturali come lo storico ex cinema Arcobaleno di Bologna. I lavori sono alle battute finali, nelle prossime settimane, tra gli altri, sarà completata la tinteggiatura e sarà posato il pavimento in legno.
Il quarto capitolo è ancora da scrivere con l’inaugurazione e l’entrata in funzione.
Di potenzialità e caratteristiche del futuro teatro abbiamo parlato con l’assessora ai Lavori pubblici Elisa Marinelli. Questa struttura spesso è finita al centro della discussione politica, soprattutto durante le campagne elettorali, indicata come esempio negativo. Oggi, dopo un lungo percorso, sembra pronta a essere definitivamente riabilitata a «visione innovativa per la città».