Stangata Irpef, manifestanti occupano il consiglio regionale: la seduta, blindata, in un’altra sala

Ore 17.20 – Il senatore di Fratelli d’Italia, Etelwardo Sigismondi, stigmatizza le proteste e l’occupazione dell’aula “Sandro Spagnoli”: «Il consiglio regionale è l’organo della rappresentanza democratica della Regione, recita l’articolo 13 dello Statuto regionale. Quanto accaduto oggi nel palazzo dell’Emiciclo a L’Aquila, rappresenta, purtroppo, una grave violazione di questi principi. La manifestazione organizzata dalle opposizioni (la manifestazione in realtà è stata convocata dai sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl, ndr), sfociata nell’occupazione della sala del consiglio regionale, ha evidenziato un atteggiamento profondamente antidemocratico da parte della sinistra che, priva di proposte concrete per l’Abruzzo, ha scelto di sottrarsi al confronto e al dibattito istituzionale. Un assalto in stile squadrismo rosso: l’ingresso dell’aula è stato forzato e il personale addetto alla sicurezza spintonato. Azioni di questo tipo offendono le istituzioni e tradiscono lo spirito del confronto democratico. Chi crede nel valore delle regole e nella dialettica politica non può che condannare con fermezza simili comportamenti».


Ore 16.00 – «Non vogliamo partecipare al consiglio nella Sala Ipogea». Il consigliere Luciano D’Amico, a nome dei gruppi di opposizione, ha comunicato pubblicamente il rifiuto di raggiungere la Sala ipogea designata come sede alternativa del consiglio dove si sta svolgendo l’assise civica: «Scegliamo di restare qui per due ragioni: primo perché la Sala ipogea è presidiata dalle forze dell’ordine e non vogliamo metterci contro altri lavoratori come noi. Secondo, perché è importante legittimare la protesta di tutte queste persone che sono qui oggi». Solo una delegazione, guidata dal consigliere Pd Pierpaolo Pietrucci, ha raggiunto la Sala ipogea.


Centinaia di manifestanti sono entrati nella sala del consiglio regionale dell’Abruzzo, all’Aquila, già occupato da questa mattina dalle forze di opposizione. Con cori, slogan e richieste di dimissioni al presidente della Regione, Marco Marsilio, così come ad altri membri della giunta, prosegue la protesta contro gli aumenti Irpef in discussione oggi.

Dopo una timida resistenza da parte degli uscieri, molte persone sono state lasciate entrare in aula, dove sono schierati vari consiglieri di opposizione che hanno fatto partire un grido
«Dimissioni, dimissioni». Una volta piena la sala, è partita in coro la canzone Bella ciao.

Le persone che protestano hanno preso parte alla manifestazione convocata dai sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Il consiglio regionale chiamato ad approvare la stangata Irpef era stato convocato alle 14 per poi essere spostato alle 15.

In aggiornamento

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