FdI: «Gestione Parco delle Lame, l’unico partecipante è lo stesso di prima»

«È quantomeno curiosa la vicenda che riguarda l’unico partecipante alle gare pubbliche per la gestione del Parco Muro delle Lame». Lo afferma Piernicola Carlesi, coordinatore cittadino di di Fratelli d’Italia.

Il Parco Muro delle Lame

«Lo Sporting Club Vasto è infatti la stessa società che, nel gennaio 2021, aveva ottenuto la gestione dell’area la quale peró senza versare i canoni di affitto previsti – dopo abusi edilizi e opere per sua stessa ammissione mai realizzate – ha richiesto nel 2024 la risoluzione anticipata del contratto di affidamento, ottenendo peró, nonostante inadempiente, 700.000,00 euro circa di denaro pubblico concesso con sollecitudine dalla giunta Menna per il risarcimento delle spese. E oggi nel 2025 torna protagonista nella gestione dell’area, ancora una volta, con un nuovo affidamento della durata di ben 18 anni per 6000 euro di affitto annuo. Intanto ci si chiede come sia possibile che una delle aree più appetibili di Vasto non riesca ad attrarre più concorrenti, e perché – nonostante due bandi in cinque anni – il Comune non sia stato in grado di promuovere una gara competitiva, che potesse garantire la selezione dell’offerta più vantaggiosa. Bandi pubblici certamente ma sempre per un solo partecipante, che più che un concorrente, sembra semplicemente un “richiedente”. Ancora più incomprensibile è come il nuovo concessionario subentrante intenda versare i 700.000 euro al vecchio concessionario inadempiente, se – come emerge – i due soggetti sono di fatto lo stesso, con identica partita Iva», scrive Carlesi: «Una presa in giro. A rendere la vicenda ancora più paradossale, il fatto che il raggruppamento temporaneo di impresa delle due società risultate vincitrici del bando presentino la medesima compagine societaria con gli stessi 2 soci al 50%. Due entità distinte solo sulla carta, ma amministrate dalle stesse persone, con gli stessi interessi e, apparentemente, con la stessa libertà di agire su risorse pubbliche. Ma una, come da statuto, senza scopo di lucro, l’altra evidentemente si. Un teatrino messo in scena da una compiacente amministrazione comunale di centro sinistra responsabile, a mio avviso, di non aver riconosciuto come debito fuori bilancio le 700.000 € di spese, e scaricandole sul nuovo affidatario, ha limitato il perimetro di partecipazione dell’asta pubblica, dando un certo vantaggio, solo al vecchio concessionario».

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